L’addio dei “Popolari” al Governo – Su Renzi anche il “fuoco amico”- “Lady Mastella”, Rosy Bindi e Dio

Fatti e misfatti di giugno 2015
Mario Relandini - 3 Giugno 2015

L’addio dei “Popolari” al Governo

“I “Popolari per l’Italia” di Mario Mauro – così come deciso oggi dal Direttivo nazionale – hanno tolto l’appoggio al Governo Renzi accusando il Matteo di “riforme non condivise, condotte in modo improvvisato e approssimativo, con una una improvvida esaltazione del carattere monocolore dell’ Esecutivo” e di “una gestione politica che sta tenendo in stallo l’Italia, la sua economia e il suo bisogno di crescita”.

Qualcuno potrebbe osservare: ma i “Popolari per l’Italia” sono due gatti e, dunque, che cosa dovrebbe venirne per il “premier” Renzi? Beh, intanto, i “Popolari per l’Italia” non sono due, ma tre gatti. E tutti e tre al Senato. Per cui, a questo punto, i senatori in più a favore del “premier” Renzi si ridurrebbero, a Palazzo Madama, da 11 a 8. Un numero molto preoccupante, se si considera che già gli 11 venivano dati come possibilmente insufficienti per far approvare alcuni importanti provvedimenti del Governo. Come reagirà, che cosa farà, ora, il Matteo abbandonato? Ore decisive. Quasi da vita o morte. A meno che non sia già pronto un rassicurante “piano b”. Sarà interessante vedere, eventualmente, se con metodi da Prima o da Seconda Repubblica.

renzi afganistanSu Renzi anche il “fuoco amico”

“Ce n’è abbastanza per ballare politicamente, altro che fotografarsi davanti alla “Playstation” dopo la lettura dei risultati per trasmettere agli elettori un segnale di tranquillità da oratorio”. “Renzi ha ridotto il Governo e il Paese a un programma televisivo di cui si considera il presentatore unico”.

Silvio Berlusconi su “Il Giornale” e Renato Brunetta su “Libero”? No: Ezio Mauro, direttore di quella “Repubblica” che è il quotidiano di riferimento della sinistra e dei ceti che votano Pd, e Massimo Gramellini, vicedirettore di quella “Stampa” di Torino che da tempo non è più il quotidiano di riferimento del centro e dei ceti medio-alti. Due sberle, dunque, da due quotidiani amici. Che sembra non vedano più brillare quella che pure avevano accolto ed acclamato come una stella di prima grandezza. Matteo Renzi non farebbe bene a limitarsi, anche in questo caso, ad alzare le spalle e ad aggiungere, alla lista sempre più lunga dei “gufi”, anche Ezio Mauro e Massimo Gramellini. Subito dopo l’altro Mauro, il Mario “popolar-traditore”.

“Lady Mastella”, Rosy Bindi e Dio

“Rosy Bindi – ha dichiarato una sempre più infuriata “Lady Mastella” rimasta fuori dalla Regione Campania, a suo dire, perché inclusa nella lista degli “impresentabili” – dovrà dare conto al suo Dio di ciò che ha fatto”.

Dar Ciriola

Ma il Dio di Rosy Bindi, secondo “Lady Mastella”, non avrebbe proprio altro a cui pensare e di cui preoccuparsi?


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