Il lago di Bracciano continua a perdere acqua. Nuovo record negativo

Enzo Luciani - 13 Ottobre 2017

Proseguono i record negativi del lago di Bracciano, l’ultimo documentato dall’Ente Parco è quello registrato domenica 8 ottobre 2017 con la misura di – 188 centimetri.

Persiste e si aggrava quindi la situazione del lago che oltre a mettere sempre più in pericolo la salute del bacino sta danneggiando anche le coltivazioni della zona come segnalato anche dai viticoltori che raccontano di uva povera di succo, con acini piccoli e dalla buccia molto spessa.

Lago di Bracciano, 23/08/17, da quello che una volta era il limite delle acque. Foto Franco Menenti

Il lago di Bracciano è anche inquinato dalla plastica, questo non è uno scoop ma la siccità sta mostrato parti del fondale del bacino lacustre e come evidenziato il 7 ottobre al Tg3 regionale dalla dottoressa e ricercatrice Enea Maria Sighicelli con cotton fioc ed altri residui di macroplastica questi con il tempo possono diventare microplastica che molti studi hanno dimostrato essere presente negli apparati stomacali di molti pesci.

Comitato Difesa Lago di Bracciano: “Lago ancora ai minimi storici”

Solo ora che il cavallo è in agonia Acea starebbe per mollare la presa. Il livello del lago di Bracciano, oggi 4 ottobre a – 186,5 centimetri rispetto allo zero idrometrico, torna a sfiorare il mimino storico di – 187 centimetri registrato il 9 settembre scorso.
In attesa di leggere il verbale dell’ultima riunione della Conferenza dei Sindaci di Ato 2 nella quale è stata diffusa una nota della Segreteria Tecnico Operativa che scrive che Acea avrebbe informalmente comunicato “che la captazione dal lago di Bracciano non verrà più riattivata, neppure come compenso stagionale, fermo restando il suo eventuale utilizzo come riserva strategica”, il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale di Bracciano non abbassa la guardia ed anzi chiede che una simile decisione venga immediatamente formalizzata nelle sedi opportune e diffusa pubblicamente.
Le dichiarazioni Acea non bastano. Le istituzioni competenti devono imporre lo stop alle captazioni fino a quando il livello del lago di Bracciano non sarà tornato al suo livello di normalità storica.
Quanto al processo partecipativo mirato alla costituzione di un comitato promotore per dare via ad un vero e proprio Contratto di Lago, non vorremmo che questo sia uno strumento attraverso il quale il Parco di Bracciano-Martignano e la Regione Lazio possano sottrarsi alle proprie precise responsabilità.

Foto Marcello Ribera 28 agosto 2017

A giugno scorso abbiamo inoltrato una formale diffida al Parco di Bracciano-Martignano affinché adottasse un provvedimento a tutela dell’ecosistema protetto del lago, ai sensi dell’art. 164 del Codice dell’Ambiente, dichiarando non captabili le acque del lago.
Malgrado ripetute sollecitazioni ad oggi ancora non è stato adottato alcun provvedimento al riguardo.
Questa la norma: «Nell’ambito delle aree naturali protette nazionali e regionali, l’ente gestore dell’area protetta, sentita l’Autorità di bacino, definisce le acque sorgive, fluenti e sotterranee necessarie alla conservazione degli ecosistemi, che non possono essere captate. […] Gli enti gestori di aree protette verificano le captazioni e le derivazioni già assentite all’interno delle aree medesime e richiedono all’autorità competente la modifica delle quantità di rilascio qualora riconoscano alterazioni degli equilibri biologici dei corsi d’acqua oggetto di captazione, senza che ciò possa dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione».
Molte le norme che sono state disattese in questa incredibile vicenda nella quale un ecosistema protetto a livello regionale ed europeo è stato duramente compromesso, molte le responsabilità a tutti i livelli ancora da accertare.

4 ottobre 2017
Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano
Via dell’Acquarella 11 – 00069 – Trevignano Romano 
C.F. 97930270588 – Cell. 360/805841 – comitatodifesalagobracciano@gmail.com
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“Su dati Ispra il ministro Galletti è imbarazzante”

“La posizione assunta dal Ministero dell’Ambiente in risposta al mio Question Time, ha dichiarato il deputato PD, Emiliano Minnucci, presentato il 12 ottobre nel corso della Commissione Ambiente in merito all’accessibilità della relazione dell’Ispra a seguito del sopralluogo dello scorso 21 luglio, racchiude l’imbarazzo di un Ministro che non ha saputo gestire a dovere la questione legata al lago di Bracciano.
Il Ministero ci ha fatto sapere che l’Ispra, a seguito del sopralluogo di metà luglio, ha presentato ben tre relazioni che, per essere divulgate, devono essere raccolte in una sintesi finale di cui ancora oggi non vi è traccia.
Un processo farraginoso quello messo in campo da Galletti che, oltre a danneggiare Bracciano e tutto il suo territorio, avvilisce il ruolo di un Ministero che, in questa vicenda, avrebbe dovuto esprimere tutto il suo protagonismo al fine di intervenire con tempestività e solerzia.
Dopo nove mesi di denunce, manifestazioni e allarmi circa le gravissime condizioni del lago, è inaudito sapere che un organo superiore come il Ministero si sia impantanato in maniera così dilettantistica, senza offrire neanche una semplice valutazione. Noi chiedevano una soluzione, Galletti non ha saputo neanche fornire un giudizio sulla vicenda: non divulgare passo per passo i dati Ispra è sinonimo di malafede e ipocrisia”.

Nel suo spazio social dove il deputato pubblica dei brevi video che riassumono la sua attività parlamentare Minnucci l’11 ottobre ha ribadito le soluzioni da adottare che sono “lo stop alle captazioni e l’istallazione di un contatore pubblico perché non possiamo essere tranquilli se a dichiarare il fermo alle captazioni è in modo unilaterale Acea e se l’unico strumento di verifica è una telecamera posta ad Ottavia a km e km di distanza dal lago” e che se la situazione persiste i Comuni dovranno attivare delle “mobilitazioni straordinarie perché non si può attendere che altri soggetti intervengano o possano dimostrate la propria inerzia”.


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