Le altezze delle “5 stelle” – I volatili Manuela e Sandro – Il Clinton di Benevento – Le pagelle di “Avvenire” – Matteo Renzi e Piero Fassino – Matteo Renzi e San Giovanni

Fatti e misfatti di giugno 2016

Le altezze delle “5 stelle”

“Noi “5 stelle” – ha esultato, per i risultati ottenuti soprattutto a Roma e a Torino, Beppe Grillo – siamo, ormai, forza di Governo. Saliremo certamente di quota”.

Auguri, ma attenzione. Hanno ammonito, nelle loro opere, Francesco Moneti e Andrea Casotti: “Chi troppo in alto sal cade sovente precipitevolissimevolmente”.

I volatili Manuela e Sandro

“Manuela Repetti e Sandro Bondi – considerato che l’ “Ala” di Denis Verdini, in queste ultime amministrative parziali, non si è neppure sollevata da terra – hanno deciso, dopo esserci frullati pochi mesi fa, di abbandonarla e di tornare nel nido del “Gruppo misto” in Senato”.

Ma tanto che fa? Con le loro ali personali, infatti, Manuela Repetti e Sandro Bondi non hanno mai avuto difficoltà a volare, ora qua ora là, nel vasto cielo dell’italica politica.

Il Clinton di Benevento

Clemente Mastella“Clemente Mastella – conquistata la poltrona di sindaco – se n’è uscito definendosi il “Clinton di Benevento”.

Forse, tra un festeggiamento e l’altro, avrà  mischiato troppo vino “Falanghina” e troppo liquore “Strega”.

Le pagelle di “Avvenire”

“L’ “Avvenire” – organo della Conferenza episcopale italiana – ha dato, nella sua edizione di oggi, i voti ai maggiori protagonisti del 5 e del 19″.

Quasi tutti, nel segno del “Giubileo della misericordia”, promossi: Chiara Appendino 9, Beppe Grillo 8, Virginia Raggi 7 e mezzo, Stefano Parisi 7 più, Beppe Sala 7, Luigi De Magistris 6 e mezzo, Roberto Giachetti 6. Unici bocciati Matteo Renzi e Piero Fassino con 5 e Matteo Salvini con 4. Ai promossi, chissà, incenso e mirra. Ai bocciati 24 “Ave”, “Pater” e “Gloria”. Amen.

Matteo Renzi e Piero Fassino

“Per Renzi sarà anche difficile – tra l’altro – l’incontro con l’ex sindaco di Torino, Piero Fassino. Il quale infatti, dopo la sconfitta al ballottaggio, ha sparato tre mitragliate. La prima: Matteo dovrebbe ascoltare di più chi fatica nel territorio. La seconda: Matteo non può sostenere due ruoli e, dunque, deve affidare il partito ad un suo vice. La terza: Matteo deve ripensare la nuova legge elettorale, il cosiddetto “Italicum””.

Renzi lo starà ad ascoltare e, soprattutto, seguirà i suoi suggerimenti? Magari, invece, penserà: credevo di averli rottamati tutti e, invece, mi era sfuggito Piero Fassino.

Matteo Renzi e San Giovanni

“Il voto nelle amministrative parziali del 5 e del 19 giugno, che ha visto un preoccupante calo del Pd, è stato così interpretato dal “premier” Renzi: “Non è stato un voto di protesta, ma di cambiamento”.

Ma, se nessuno voleva protestare, perché in moltissimi, allora, hanno deciso di cambiare? Perché, se nessuno ce l’aveva con lui, in moltissimi hanno deciso di cambiare dal suo ad altro partito? Sembrerebbe, quella interpretazione del “premier” Renzi, un ingenuo gioco di parole. Ma – ecco il punto – reggerà nella Direzione del Pd convocata per il prossimo venerdì? C’è da dubitarne. Non solo perché la minoranza arriverà con la faccia più truce del solito. Ma anche perché – come ha voluto motteggiare, beato lui, il Matteo – il prossimo venerdì “sarà il Giorno di San Giovanni che, si dice, non vuole inganni”. Appunto.


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