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Le due facce de “La Repubblica” – Fini contro Fini – “Super Gigino ‘o sindaco”

Fatti e misfatti di novembre 2013

Le due facce de “La Repubblica”

“Ho letto con attenzione i documenti di Renzi e ho seguito le sue variegate mosse di questi mesi – è apparso in un editoriale su “La Repubblica” – Il talento glielo riconosco, ma non credo che lo voterò alle “primarie” del Pd per la semplice ragione che, avendo promesso tutto, la sua eventuale riuscita politica rappresenta una imprevedibile avventura e, in politica, le avventure possono giovare all’avventuriero, ma quasi mai al Paese che rappresenta”.

Ma come mai l’editore e il direttore de “La Repubblica”, Carlo De Benedetti ed Ezio Mauro, divenuti sostenitori di ferro di Matteo Renzi, hanno lasciato passare quell’editoriale? Per il semplice fatto che, a scriverlo, non è stato l’usciere del giornale, ma il suo celebre fondatore Eugenio Scalfari. E, dunque, “ok, si stampi”. Pur se con grande disagio e grande interiore molestia. Anche per dover rappresentare “La Repubblica” come un affatto serio Giano bifronte: una faccia a dire “viva Matteo” e un’altra a dire “abbasso Renzi”. Certamente disorientando o irritando i lettori. E facendo nascere il sospetto che – dopo la spaccatura nella “Lista civica”, nel Pdl, nel Pd e nel “Movimento 5 stelle” – si stia profilando una spaccatura anche all’interno de “La Repubblica”.

Fini contro Fini

“La famosa “Legge Bossi-Fini” sull’immigrazione – si è alzata una nuova voce nella piazza politica – va urgentemente modificata”.

La voce di chi? La voce di Fini. Sì, proprio di Gianfranco Fini, il coautore della famosa legge. Il quale, dunque, dovrebbe essere caduto da cavallo e, nella caduta, essersi convertito. Oppure, sempre nella caduta, avere battuto la testa ed essersi dimenticato di chi sia e di che cosa abbia convintamente fatto in passato. A meno che – sembra opportuno ribadirlo – il Gianfry non abbia deciso, volendo disperatamente rientrare in qualche “giro”, di stupire con le sue piroette e le acrobazie. Ma, se così fosse, troverebbe davvero qualcuno disposto ancora ad applaudirlo?

“Super Gigino ‘o sindaco”

“Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris – ha rivelato il “Corriere del Mezzogiorno” – ha avocato a sé, dopo le dimissioni di questo e quell’assessore, ben diciotto deleghe”.

Ben diciotto deleghe, insomma, ” ‘int ‘a sacca ha nascunnuto”. Senza diventare neppure rosso (di vergogna) perché lui, infatti, è arancione (come movimento politico di appartenenza). Già dal 1989, d’altra parte, non esiste, nei cartoni tv, “Super Mario l’idraulico”? Beh, da questo 2013, ha cominciato ad esistere, nella Giunta comunale di Napoli, “Super Gigino ‘o sindaco”.


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