Le notti di Matteo – Se i bambini nascono da una stretta di mano

Fatti e misfatti di ottobre 2015
Mario Relandini - 12 Ottobre 2015

Renzi-Expo-Milano-Matteo-300x200Le notti di Matteo

“Berlusconi? – ha risposto il “premier” Renzi, durante la trasmissione “Che tempo che fa”, al conduttore Fabio Fazio – Ormai non mi parla più. E’ arrabbiato con me. Ma non è che io non ci dormo la notte”.

Il fatto è, però, che il “premier” Renzi la notte non dorme. Non più a causa di Berlusconi, d’accordo, ma a causa di Beppe Grillo. Che con lui, con il suo Governo e con il suo partito non è tanto arrabbiato quanto scatenato. E pronto a strappargli, alle prossime elezioni amministrative, la maggioranza dell’elettorato.

Se i bambini nascono da una stretta di mano

“Atena Farghadani – una giovane disegnatrice ed attivista iraniana – il 14 agosto scorso era stata prelevata in casa, da un drappello di “pasdaran” della Guardia nazionale ,malmenata e trascinata in carcere. Il “reato”: avere pubblicato alcune vignette giudicate “un attentato alla sicurezza nazionale” e “un’offesa alla “guida” suprema” in persona, l’ayatollah Alì Khamenei. Di qui il processo e la condaanna a 12 anni e 9 mesi. Ma poi, sull’onda di pressioni internazionali, era stata liberata tre mesi dopo. Lei, però, non si era piegata: aveva denunciato, in un video postato su “Youtube”, quanto aveva dovuto patire: interrogatori di nove ore al giorno, un lungo periodo di isolamento senza poter vedere né i suoi parenti né il suo avvocato, addirittura le percosse e la costrizione a mostrarsi nuda. Poi, ancora su pressioni internazionali, un nuovo rilascio. Durato, tuttavia, pochissimo perché la condanna infertale è stata riesumata e lei è finita di nuovo in prigione”.

Incredibile. Ma non è tutto. A giugno – anche se si è saputo soltanto ora – Atena Farghadani ha ricevuto il suo avvocato e, quando questi si è accomiatato, lo ha salutato stringendogli la mano. Non l’avesse mai fatto. Il suo avvocato è stato accusato di un gesto “al limite dell’adulterio” e lei è stata accusata di “condotta indecente” e, addirittura, di “relazione sessuale inappropriata” tanto da essere poi costretta a subire, perfino, un test di verginità e gravidanza nel carcere in cui è rinchiusa. Ai bambini, una volta, si diceva che venivano portati dalla cicogna. Secondo i “pasdaran” della Guardia nazionale iraniana e la “guida suprema” ayatollah Khamenei, evidentemente, nascerebbero, invece, da una stretta di mano. Qui non si tratta più di fanatismo estremista e di intransigente custodia della rivoluzione khomeinista: qui si tratta, senza alcun dubbio, di follìa pura.


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