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Le statue di Ercole e di una Musa trovate nel 1957 vicino alla via Boccea

Recentemente l’Associazione Cornelia Antiqua, che da anni svolge una meritoria attività di indagine archeologica nel territorio dei Municipi 13 e 14, ha ricostruito, con una paziente attività di ricerca bibliografica e sul campo, il ritrovamento delle due statue.

La storia inizia nella seconda metà del 1957, quando, in località Casaletti di Santa Rufina, in via Boccea 1115, poco prima di Valle Santa, sono rinvenuti alcuni pezzi scultorei di buona fattura, che unitamente ad altro materiale frammentario ritrovato (un bassorilievo con figure di arieti e di cervo, parti di un mosaico, una fistola plumbea acquaria), fanno presupporre nell’area del ritrovamento la presenza di una importante villa rustica romana di età imperiale.

I pezzi più interessanti erano due: una statua d’Ercole con leonté (la pelle del leone di Nemea che l’eroe uccise in una delle sue Fatiche) e quella di una figura femminile panneggiata, forse una Musa.

La statuetta di Ercole (di 87 cm) è così descritta da Daniela Candilio nel catalogo del Museo Nazionale Romano (“Le sculture”, XII, “Magazzini, Sculture greche del V e IV secolo”, tomo 2, 1995):

Nella scultura, seppure molto rovinata, si riconosce una figura di Ercole per la presenza della leonté. Per la ponderazione, impostata sulla gamba destra, mentre la sinistra è scartata di lato e indietro … la statua sembra si possa ricollegare a un tipo iconografico largamente diffuso … La pesante linea di contorno che separa il corpo dalla abbondante pelle di leone, realizzata insieme col tronco di sostegno, in maniera piuttosto approssimativa e pesante … caratterizzano la scultura come prodotto di modeste qualità, non coerentemente riuscito. L’evidente deterioramento della scultura impedisce una precisa attribuzione cronologica, suggerita solo dalla considerazione che tale genere di raffigurazione di Ercole è molto frequente tra il I e il II secolo dC.”.

Pregevole è invece la figura femminile panneggiata, forse una Musa, che secondo Maurizio Borda (“Fasti Archaeologici”, 1957), è “replica da archetipo greco della fine del III o del principio del II sec. a.C.” mentre la statua di Ercole, per lo stesso studioso, sarebbe una imitazione di un modello greco del V-VI sec. a C.

Le due statue furono portate il 24 novembre 1957 al Museo Nazionale Romano, dove probabilmente si trovano ancora oggi, in un magazzino. Probabilmente la loro collocazione sarebbe più adeguata in un museo locale, speriamo di prossima realizzazione (in un locale che l’Associazione Cornelia Antiqua ha già individuato e proposto informalmente alla competente Sovrintendenza ), che raccolga anche gli altri pezzi scultori ed i molti altri oggetti, anche frammentari, ritrovati lungo la Via Boccea, in modo che i cittadini del Municipio 13, e soprattutto le scolaresche, possano esaminarli e capire meglio, con adeguate schede didattiche, la storia archeologica del loro territorio. 

BIBLIOGRAFIA

 Le informazioni sono ricavate da un articolo di Gianluca Chiovelli, pubblicato sulla sua Pagina Facebook e su quella dell’Associazione Cornelia Antiqua

 

Giorgio Giannini


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