

Premiato nel mondo, ma isolato dai lavori estivi sulle linee Leonardo Express e FL1. Bus sostitutivi lumaca nel traffico di Ostiense e Ponte Galeria
Ha il titolo di miglior scalo d’Europa in bacheca, macina record di passeggeri e pianifica investimenti miliardari da qui al 2046, eppure rischia di restare imbottigliato nel traffico romano.
L’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci si scopre gigante dai piedi d’argilla davanti al piano di lavori estivi che sta letteralmente svuotando i binari dei collegamenti ferroviari con il centro della Capitale.
Tra manutenzioni programmate e guasti improvvisi, la via del ferro verso i terminal si è trasformata in un percorso a ostacoli proprio nel momento di massimo picco turistico.
Una situazione di perenne tensione che ha spinto Aeroporti di Roma (AdR) a uscire allo scoperto.
La società di gestione dello scalo chiede con forza l’istituzione immediata di un tavolo tecnico permanente con Enac, Regione Lazio, Rfi e Trenitalia per coordinare i lavori, strigliando di fatto le Ferrovie su una pianificazione dei cantieri che rischia di mettere in ginocchio l’accessibilità dello snodo aeroportuale.
I numeri del piano di ammodernamento estivo di Fs restituiscono la dimensione del problema: tra luglio e la prima settimana di settembre saranno più di cento le corse cancellate che Trenitalia sarà costretta a sostituire con navette su gomma.
Il blackout programmato più pesante si sta consumando proprio in queste ore, martedì 7 luglio, dove tra le 8:30 e le 11:30 la circolazione verso la stazione dell’aeroporto è stata completamente azzerata.
Il Leonardo Express è rimasto fermo ai binari di Termini, mentre i convogli della linea regionale FL1 hanno dovuto interrompere la propria corsa a Ponte Galeria, scaricando centinaia di passeggeri diretti al check-in su autobus sostitutivi.
Non andrà meglio nelle prossime settimane. Fino a settembre inoltrato, i cantieri notturni e serali sulle tratte strategiche Roma Ostiense-Roma San Pietro e Ponte Galeria-Roma Ostiense faranno saltare sistematicamente gli ultimi collegamenti della giornata.
Il risultato? Turisti e lavoratori con le valigie in mano costretti a imbottigliarsi sul Grande Raccordo Anulare o sulla Roma-Fiumicino a bordo dei bus.
Il confronto dei tempi: La differenza tra ferro e gomma, d’altronde, è impietosa. Se un treno FL1 impiega poco più di trenta minuti da Roma Ostiense per raggiungere i gate trasportando centinaia di persone a viaggio, un pullman sostitutivo, schiavo delle code autostradali e del traffico cittadino, vede raddoppiare i tempi di percorrenza, superando abbondantemente l’ora di viaggio.

Per blindare i passeggeri, AdR ha già potenziato i presìdi di assistenza interna alla stazione dello scalo, schierando personale dedicato e segnaletica temporanea per indicare i moli di partenza delle navette. Ma la gestione dell’emergenza estiva non può bastare.
La preoccupazione dei vertici di Fiumicino guarda a lungo termine: lo scalo ha avviato un imponente piano di espansione infrastrutturale che prevede, tra le altre cose, la realizzazione della quarta pista, con l’obiettivo di aumentare progressivamente i movimenti aerei e il flusso dei passeggeri da qui fino al 2046.
Un’espansione ambiziosa che rischia di rimanere monca se la rete di trasporto pubblico locale non terrà il passo.
Da qui la richiesta formale di AdR alle aziende di trasporto: i cantieri e la manutenzione binari sono necessari, ma le Ferrovie non possono muoversi da sole, ignorando i flussi turistici e l’operatività del primo aeroporto d’Italia.
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