L’insediamento di fronte al Parco Alessandrino si farà, si può trattare solo sul come

L'ha ribadito il capogruppo dell'Ulivo in Campidoglio Pino Battaglia nell'incontro con il Comitato di quartiere
di Anna Candelotti – Com. di Q. “L’Acquedotto Alessandrino” - 28 Gennaio 2007
Il 26 gennaio il Comitato di quartiere ha avuto un incontro richiesto dal consigliere comunale e capogruppo dell’Ulivo in Campidoglio Pino Battaglia il quale, scusandosi di non aver potuto partecipare all’assemblea indetta dal comitato il 20 gennaio, ha chiesto di fare il punto sull’insediamento previsto nell’area adiacente al parco Alessandrino. Con Battaglia hanno partecipato all’incontro anche gli esponenti dei DS del VII municipio Scalia, Marinucci, Bruno, De Biase. Battaglia ha iniziato con una panoramica storica dei diritti di costruzione acquisiti in quell’area, che risalgono al 1962 e che sono perciò inalienabili, come sono inalienabili tutti i diritti edificatori acquisiti in molte aree romane che il Comune di Roma ha vincolato a verde pubblico. Quindi l’amministrazione comunale per salvaguardare il verde pubblico, secondo Battaglia, ha dovuto riversare su aree non protette, come quella per cui il Comitato si sta battendo, i diritti edificatori acquisiti in altre aree. Per cui in quest’area graviteranno, a causa di queste compensazioni, 22.000 mc in più di quanto i proprietari già avrebbero potuto costruire.

Per quanto riguarda l’iter del progetto dei palazzoni e del centro commerciale contestato dal Comitato di quartiere, Battaglia ha precisato che per il momento esiste solo la concessione edilizia ed i lavori cominceranno tra 4 o 5 anni, perché deve ancora riunirsi la commissione dei servizi e la Regione Lazio dovrà approvare le varianti al Piano Regolatore che sono previste nella delibera comunale che ha mutato la zona da M2 (servizi privati) e N (parco) in zona residenziale. Ha assicurato, inoltre, che la parte delle cubature riservate a servizi privati non sarà destinata esclusivamente a commerciale ma potrà contenere anche palestre ed altre iniziative private non propriamente commerciali. C’è infine una disponibilità ad utilizzare, ristrutturandolo, il casale contiguo all’area oggetto del megainsediamento.
E, secondo Battaglia, ferme restando le cubature previste, in accordo con il proprietario dell’area, si potranno trovare soluzioni, ad esempio, per abbassare l’altezza dei piani dei palazzoni e per assicurare una migliore viabilità. Insomma, tutto è ancora possibile, per quanto riguarda la disposizione delle costruzioni, la destinazione della parte non residenziale e la viabilità, ma un punto fermo resta: le volumetrie, cioè i 137.500 mc di cemento che si riverseranno a 150 metri dall’Acquedotto Alessandrino. Ma questo già era noto al Comitato.
Anche il presidente del VII municipio Mastrantanio l’aveva “assicurato” durante l’assemblea con i cittadini del 20 gennaio, e tutte le spiegazioni e le motivazioni fornite da Battaglia, Scalia e Mastrantonio non sono affatto convincenti.

Lo scempio del nostro verde e del paesaggio ci sarà ed il flusso veicolare sulle strette strade di via delle Nespole, via Pietro Castelli, via degli Olmi ecc. sarà devastante, anche in virtù della prevista strada a 4 corsie che dovrebbe collegare via di Tor Tre Teste a via delle Nespole. Proprio per valutare concretamente e non solo sulle carte questo impatto abbiamo chiesto a Battaglia, che ha assicurato il suo impegno, di promuovere un incontro-sopralluogo con l’assessore all’Urbanistica Roberto Morassut. Ed è l’unica promessa che il Comitato è riuscito ad ottenere.   Il Comitato è fiducioso che anche le altre forze che ancora non l’hanno fatto manifestino la loro posizione. È singolare che finora non si siano espressi i Verdi, sia a livello municipale, l’assessore dell’Ambiente, Mobilità e Sport del VII Migliore, che, a livello comunale, l’assessore all’Ambiente Esposito. Sorprende pure che le associazioni ambientalistiche (Italia Nostra, Legambiente, Wwf) cui il comitato ha inviato mail di informazione della vicenda, non abbiano né risposto né preso posizione. Ci chiediamo: i Verdi, gli ambientalisti, gli amanti della natura, dell’arte e della bellezza cosa ne pensano? Intanto la Sovrintendenza archeologica ha dato il suo Nulla Osta condizionato ad eventuali ritrovamenti in sede di scavi. Noi sappiamo, e lo dovrebbero sapere anche alla Sovrintendenza che allora effettuò i sondaggi, che i resti di una strada romana (nella foto) sono stati rinvenuti e poi coperti, alcuni anni fa prima della realizzazione della pista ciclabile di fronte alle villette di via delle Nespole (a pochi metri da dove dovrebbero, secondo il progetto provvisorio presentato in occasione della delibera comunale, sorgere i palazzoni). Altri resti della stessa strada furono rinvenuti nella zona del parco di via Bonafede, non lontano dall’area giochi. I sondaggi dovrebbero cominciare nella prossima primavera. Il Comitato sarà vigile e presente.    


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