L’invasione dei parrocchetti a Colli Aniene

Federico Carabetta - 9 Novembre 2020

I pappagalli parrocchetti che hanno ormai colonizzato parchi e giardini della Capitale, non hanno disdegnato il parco Aurora a Colli Aniene. Qui, se dapprima erano un elemento di colore, ora sono fonte di preoccupazione. Una preoccupazione non peregrina aggravata dalle notizie provenienti da mezza Italia dove questi simpatici volatili, favoriti dal clima sempre più tropicalizzato e quindi a loro ospitale, si sono insediati e moltiplicati a dismisura. Ciò in numerose regioni che cercano di fronteggiare il fenomeno in maniera incruenta.

Complice di questa situazione è anche l’ambiente quasi del tutto privo di specie predatorie. A soffrirne per ora i maggiori danni sono le alberature, specie quelle ad alto fusto preferite per i loro nidi o, per meglio specificare, i loro condomini dell’insospettabile peso di 100 g ed oltre. Questi ultimi hanno fatto spezzare e precipitare al suolo numerosi rami anche di notevole spessore.

Per ora non sono motivo di allarme come già accaduto in altre parti, ma dovrebbero diventare un motivo di preoccupazione. Nel parco Aurora infatti i parrocchetti sono andati via via aumentando in modo esponenziale e si sono concentrati su abeti e pini, in particolare su due alti cedri del Libano che ne hanno già fatto le spese con la perdita di numerosi rami.

Dar Ciriola asporto

In merito ai possibili danni alla salute, diversi articoli scientifici, trattano delle possibilità che questi uccelli possano trasmetterci la psittacosi, l’influenza aviaria o la salmonellosi.

Vincenzo Barsanti, da tempo attento osservatore del territorio che ci segnala il fatto, suggerisce: “Il problema si sta facendo sempre più vistoso tra i danni alle essenze arboree ed al chiasso incessante che questi volatili fanno; penso che vada segnalato ad enti istituzionali come l’ISPRA che si occupa di ogni specie infestante, dalle piante, agli invertebrati, i mammiferi e gli uccelli”.

Ai sensi della norma nazionale (L.157/92) ogni intervento di controllo di specie di uccelli e mammiferi (con l’esclusione di ratti e topi) richiede un parere tecnico di ISPRA, che fornisce supporto a numerose amministrazioni comunali, provinciali e regionali del Paese in materia di prevenzione e mitigazione degli impatti causati da specie animali presenti negli ambiti urbani, dai piccioni ai cinghiali.


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