

Al via il nuovo servizio assistenziale per chi ha subìto interventi chirurgici nel presidio di Ostia
La dimissione dal reparto e il ritorno a casa non faranno più rima con solitudine o incertezza per i pazienti che affrontano il delicato post-operatorio.
La ASL Roma 3 ha attivato un percorso pionieristico di teleassistenza e telemonitoraggio interamente dedicato a chi ha subìto un intervento chirurgico ortopedico o ha superato un grave trauma presso l’ospedale G.B. Grassi di Ostia.
L’obiettivo della direzione sanitaria è chiaro: abbattere le distanze tra corsia e territorio, offrendo un controllo clinico costante direttamente al domicilio del paziente nelle settimane più critiche della riabilitazione.
La nuova architettura assistenziale si appoggia sulla Piattaforma Regionale di Telemedicina (denominata PRT TiCuro) e si sviluppa sotto la stretta regia dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia dello scalo lidense, in sinergia con il Team Operativo Ospedaliero e il Servizio di Teleassistenza.
Una rete tecnologica e umana pensata per scongiurare anche un pericolo insidioso: il monitoraggio a distanza rientra infatti nei protocolli nazionali e regionali di sorveglianza per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico.
Il funzionamento del piano è strutturato per essere snello ma rigoroso. Al momento delle dimissioni o del trasferimento verso una struttura riabilitativa specialistica, il paziente – se sceglie di aderire volontariamente al protocollo – viene registrato sul portale dedicato. Per circa trenta giorni, un team di infermieri dedicati assicura un filo diretto con l’utente attraverso videochiamate programmate.
Nel corso dei contatti online, il personale somministra questionari mirati per tastare lo stato fisico e i progressi della deambulazione, tiene traccia dei parametri vitali principali (a partire dalla temperatura corporea) e può richiedere la condivisione in tempo reale di immagini fotografiche ravvicinate della ferita per verificarne lo stato di cicatrizzazione.
«Tutti i dati clinici e multimediali confluiscono in un fascicolo telematico immediatamente accessibile allo specialista ortopedico di riferimento», spiega la dottoressa Manuela Bocchino, responsabile della UOS Telemedicina della ASL Roma 3. «In questo modo lo specialista può studiare l’evoluzione del quadro clinico anche a chilometri di distanza e programmare, laddove emergano anomalie, una televisita o un rientro immediato in reparto».
L’introduzione di questa tecnologia punta a cambiare radicalmente la qualità della vita dei convalescenti, riducendo drasticamente i viaggi in ambulanza o in auto verso il Grassi solo per controlli di routine o medicazioni superficiali. Inoltre, stimola il paziente a essere parte attiva e consapevole della propria terapia.
«La fine del ricovero non è la fine della cura», ammonisce il dottor Domenico Topa, direttore della UOC Ortopedia e Traumatologia del nosocomio di Ostia. «In campo ortopedico, la fase successiva a un’operazione è un momento fragile: un monitoraggio tempestivo fa tutta la differenza del mondo per un recupero perfetto e per la serenità del malato. L’innovazione tecnologica non cancella il rapporto umano tra medico e paziente, al contrario lo potenzia. La telemedicina è oggi l’unico mezzo concreto per portare virtualmente l’ospedale dentro le case dei romani, offrendo cure accessibili e cucite sui bisogni reali della persona».
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