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Lutto a Roma: si è spento Marco Causi, economista e politico di lungo corso

Nato a Palermo ma romano d’adozione, Causi aveva scelto la capitale come teatro del suo impegno pubblico

Quando si è spento, all’improvviso, è come se un intero pezzo della Roma degli anni Duemila avesse perso una delle sue voci più autorevoli, ma anche più silenziose.

Marco Causi, 69 anni, economista di lungo corso, politico sobrio e competente, è morto per un malore. Una notizia che ha scosso ambienti istituzionali, accademici e politici, ma anche tanti cittadini che hanno beneficiato, forse senza saperlo, del suo lavoro dietro le quinte.

Nato a Palermo ma romano d’adozione, Causi aveva scelto la capitale come teatro del suo impegno pubblico. Laureato in Scienze statistiche alla Sapienza, aveva messo la sua profonda preparazione al servizio delle istituzioni.

Lo ricordano in molti per il ruolo di assessore al Bilancio nella giunta Veltroni (2001-2008), un periodo cruciale per Roma, in cui la città cercava di coniugare espansione urbanistica e sostenibilità economica. E poi, ancora, nel 2015, per un breve ma intenso periodo, aveva ricoperto l’incarico di vicesindaco della Capitale.

Ma il profilo di Causi andava ben oltre le cariche formali. Era un tecnico prestato alla politica, un intellettuale che sapeva tradurre la complessità in scelte concrete. Al ministero del Tesoro, tra il 2000 e il 2001, si era occupato di riforme strategiche per lo sviluppo territoriale, la coesione sociale e la finanza di progetto.

A Palazzo Chigi, anni prima, aveva messo mano alla trasformazione delle politiche pubbliche per i beni culturali, contribuendo alla nascita di un nuovo approccio alla gestione del patrimonio artistico nazionale.

La notizia della sua morte è piombata come un fulmine su Roma. Il sindaco Roberto Gualtieri, visibilmente colpito, lo ha ricordato con parole semplici ma dense: “Un grande uomo, economista intelligente e rigoroso, sempre guidato dal senso dell’interesse pubblico”. Ed è proprio questo senso del dovere, questo amore per la cosa pubblica, che molti riconoscono come il tratto distintivo di Marco Causi.

In queste ore, sono tanti i messaggi di cordoglio che arrivano alla famiglia e alla compagna Monique Veaute. Ma soprattutto è Roma, la sua città adottiva, che sembra perdere un pezzo della propria memoria istituzionale, un punto di riferimento che, nei momenti di crisi, ha saputo coniugare rigore tecnico e visione sociale.

Marco Causi se n’è andato in silenzio, com’era nel suo stile. Ma dietro di sé lascia una lezione ancora attuale: quella di una politica fatta di competenza, rispetto delle istituzioni e amore per la comunità. E forse, in tempi come questi, è proprio il suo esempio a mancarci di più.

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