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M5S Terzo Municipio: è spaccatura

La mozione Burri-Moretti sul TMB Salario non piace né alla maggioranza grillina né ai CDQ, ma i due consiglieri insistono nell'iter della proposta. I motivi nei rapporti di forza interni al M5S locale

Era una ‘proposta tecnica’ quella di Burri e Moretti presentata nei primissimi giorni di settembre a Piazza Sempione volta (non si comprende bene come) all’eliminazione delle esalazioni odorigene portando gli attuali turni del TMB Salario da due giornalieri per cinque giorni a tre per sette giorni.

Nel documento Burri e Moretti specificavano gli aspetti salienti: “Smaltimento del materiale in eccesso, governo dei picchi di conferimento e riduzione dei tempi di attesa con la riduzione ai minimi termini delle potenzialità osmogene della frazione umida a beneficio dei cittadini”.

Ma come era facile e doveroso da prevedere la reazione dei cittadini è stata scontata; la proposta ha fatto andare su tutte le furie chi la realtà dell’impianto la vive tutti i giorni sulla propria pelle, preoccupato logicamente che l’aumento dei turni avrebbe potuto peggiorare le criticità in questione.

E la cosa ha fatto storcere il naso anche alla Presidente Roberta Capoccioni, che sa bene quanto sia stata, con tutta probabilità, la mancanza di una leadership interna forte a generare quello che ha tutta l’aria di essere uno strappo da parte di una corrente interna alla sua maggioranza. E così è stata lei pochi giorni dopo a rivolgersi direttamente ai cittadini, chiamandoli a decidere sulla ammissibilità di una tale proposta: “ Il Movimento 5 Stelle ha insito nelle sue radici l’obiettivo di riportare il cittadino a scegliere per se stesso: questo è possibile attraverso le figure elette di portavoce, pertanto  vorrei invitarvi in Municipio così che possiate esprimere il vostro parere in merito all’atto proposto dai consiglieri Burri e Moretti. La decisione presa a maggioranza  sarà da me rispettata in Aula consiliare” scriveva su facebook la minisindaca convocando di fatto una assemblea extraconsiliare coi cittadini dei territori per quello che è parso un buon esperimento di democrazia diretta.

unnamed-2E così il 6 settembre, com’era facile da prevedere anche stavolta, la mozione Burri – Moretti è stata respinta a gran voce dai cittadini e CDQ presenti in una assemblea infuocata:Quanto prospettato nel documento porterebbe, oltre all’aumento dei turni, anche quello del metro di spessore della frazione organica e quindi del putrescibile sottoponendo i cittadini ancora a miasmi insopportabili e ponendo l’impianto, a cui si richiederebbe uno sforzo maggiore, a rischio collasso” dichiarava in quella sede Daniele Poggiani del Comitato Villa Spada.Esponiamo quotidianamente noi stessi e i nostri figli a fetori e miasmi, voi proponete di far lavorare di più l’impianto quando l’unico obiettivo da perseguire è quello della chiusuraaggiungeva una mamma invitando le istituzioni ad avviare verifiche serie e attendibili sulla natura delle esalazioni prodotte per escludere che siano nocive per la salute.

Insomma la bocciatura annunciata è arrivata sia nella forma della linea politica interna che dal parere dei residenti dei quartieri. Malgrado ciò i due consiglieri ribelli cercavano di evitare il palese fallimento della loro proposta, avente peraltro in oggetto uno studio probabilmente realizzato male e senza considerare le esigenze dei cittadini, buttandola sulla priorità del metodo rispetto al merito:Ci sono regole che vanno rispettate: nonostante il suo sul ritiro della mozione sia un diktat molto forte, non ha la facoltà di decidere il destino di un atto che al momento non riteniamo di cestinare. Un documento che nasce in sede istituzionale è giusto che prosegua il suo regolare iter all’interno degli organi istituzionali. Non prevedo assolutamente di ritirare un documento sul quale abbiamo lavorato tanto e con grande impegnodichiarava ingiustificatamente stizzita la Burri, sorda al fatto che in quelle condizioni un atto del genere non può essere che respinto (con conseguente spreco di tempo e denaro da parte del Municipio), e insofferente alla linea politica dettata dalla Presidente nonché alla volontà popolare. Ciò, peraltro, stride assai con i valori del Movimento 5 Stelle.

E, un po’ arrampicandosi sugli specchi, anche Moretti dava man forte alla collega, ribadendo la volontà di far proseguire l’iter istituzionale alla mozione: In questi tre anni da consigliere ho capito che ci sono delle procedure e delle regole istituzionali precise da rispettare pertanto l’atto, modificato e trasformato in un ordine del giorno, sarà sottoposto alla Commissione affinché non solo possa ricevere un parere ma anche l’eventuale apporto, con modifiche e suggerimenti, da parte dei membri delle opposizioni”.

Insomma mentre i cittadini di Villa Spada, Fidene e quartieri limitrofi combattono quotidianamente contro i miasmi degli impianti Ama, senza sapere se quel carico odorigeno sia tossico o meno, sugli scranni di Piazza Sempione c’è chi preferisce dare la precedenza alle proprie ambizioni personali, creando una evidente spaccatura nel gruppo che sta governando nella quale sarà facile per le opposizioni inserirsi, senza saper entrare nel merito della vertenza in questione e remando contro ai principi del Movimento, che pongono il cittadino al centro.

Personalizzare la propria attività politica a spese di tutta la maggioranza non solo espone il gruppo ai mal di pancia dei cittadini e delle opposizioni, ma lede la volontà popolare e tradisce i motivi per i quali si è stati eletti.

Si chiama arrivismo.


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