Madri frigorifero

Lettera di una mamma non più giovane

Compirò 100 anni nel 2024, a febbraio ne ho compiuti 98 di anni.  Ho svolto la professione di insegnante elementare per circa 50 anni e in modo ripetitivo e sempre d’estate ho avuto quello che all’epoca era diagnosticato come e solo “esaurimento nervoso”. A giugno terminava la scuola e 15 giorni dopo si affacciava il mio problema che durava sino a fine settembre, quando doveva riprendere, da li a breve, il nuovo anno scolastico.

Ero in cura da un luminare Neurologo, con studio nel quartiere Monte Mario, la sua diagnosi era: esaurimento nervoso dettato da una menopausa precoce. Prendevo dei medicinali, in estate, e nelle crisi violente ero costretta a sdraiarmi in una stanza buia e con le porte chiuse, non potevo sentire rumori. Avevo bisogno di distrarmi, in altre occasioni, e venivo scorrazzata in macchina verso le campagne romane per vedere gli alberi, i prati, altra gente. Piangevo, ero disperata e “violentata” da quel malessere estivo.

Solo estivo.

Oggi avrei delle risposte e cure diverse dai professionisti che sarebbero in grado di capire il mio malessere, ne sono certa. Oggi un valido psicoterapeuta mi avrebbe aiutato molto più dei medicinali; forse ne potrei avere bisogno, ma solo come sostegno alla terapia.

Catering a Roma

Sono stata una mamma frigorfero. Ricordo l’espressione riferita a me, tantissimi anni fa. Forse era un’espressione in voga.

Perché quanto sopra? Mi hanno letto, non posso più farlo da sola, un articolo di un giornale e l’espressione «madri frigorifero» mi ha riportato ai brutti  ricordi, al ritorno del senso di colpa già provato, e non ho avuto dei bimbi autistici.

Un’accusa infamante.

Mi auguro che il giudice deciderà sulla sorte di  Benedetta, oggetto dell’articolo lettomi.

Figlia gravemente disabile, nata con la sclerosi tuberosa, autistica, ora grande e grossa con manifestazioni di aggressività verbale e fisica che sfocia a volte in momenti di violenza assoluta, schizofrenica e psicotica grave

Ci vuole assistenza da parte di una struttura in grado di farsi carico di un problema ormai ingestibile dalla sua famiglia.

Auguri, Benedetta.

Serenella

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