Marino del “Facebook” – E se tra i cinque spuntasse un De Gregorio? – 35 anni di vita rubati – “A voi la Grecia, a noi il Porto Rico”

Fatti e misfatti di luglio 2015
Mario Relandini - 10 Luglio 2015

Marino del “Facebook”

“Un bambino ha perso la vita cadendo nella tromba dell’ascensore alla stazione della metro “Furio Camillo” – ha detto, quando la tragedia è avvenuta ieri, il sindaco di Roma, Ignazio Marino – e io sto andando sul posto per accertarmi dell’accaduto”.

Lo ha detto alla sua segretaria, al suo vigile urbano di scorta, al suo usciere ed è uscito di corsa su un’ “auto blu”, su un taxi, su una moto, sulla sua bicicletta? No: lo ha detto su “Facebook” e solo dopo è uscito, tranquillamente, alla volta della stazione “Furio Camillo”. Arrivando, com’ è naturale, quando già avevano accertato l’accaduto carabinieri, vigili del fuoco e magistrato di turno. Giusto in tempo, però, per essere accolto da un coro di fischi, di pernacchi e di “vattene”. A testimonianza, al di là di quell’episodio specifico del quale lui ha in verità una responsabilità non certo diretta, di quanto ormai non conservi più un briciolo di amore e di stima da parte dei suoi cittadini. Anche se, per tutto ciò di cui ha invece responsabilità dirette pur enormi, c’è una non tanto sotterranea manovra per non mandarlo a casa. Buon proseguimento di inefficienza, di “fintatontaggine”, di ridicolaggine, allora, al sindaco Marino. E rinnovati complimenti al suo partito che, per tema di perdere il Comune nella eventualità di elezioni anticipate, continua a tenergli sulla testa la mano protettrice. C’era una volta l’ “Spqr”. Oggi ci sono Ignazio e il suo sito “Facebook”, Renzi e la sua “fifa nera”.

Ignazio Marino

Ignazio Marino

E se tra i cinque spuntasse un De Gregorio?

“La “Legge sulla buona scuola” – che non è stata votata da una trentina di deputati pd – è stata invece votata da cinque ex berlusconiani, alcuni già fuori, altri ancora dentro “Forza Italia””.

Ma non è che, un brutto giorno, uno di questi cinque se ne uscirà, alla De Gregorio, sostenendo di essere stato pagato dal “premier” Renzi per dare il suo voto più che rassicurante? In questo italico Parlamento, ormai, tutto è possibile. Non ci sarebbe da meravigliarsi. Anche se i magistrati, verosimilmente, questa volta non ci crederebbero: mica possono crederci, così, sempre e in ogni caso.

35 anni di vita rubati

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“Per il partecipato “Eipli” – l’Ente per l’irrigazione di Puglia e Lucania – fu decretata, nel 1980, la definitiva soppressione”.

E’ stato definitivamente soppresso? No: dopo 35 anni è ancora lì, vivo e vegeto, con un suo commissario straordinario, i suoi quattro sub-commissari e il suo maxi-dirigente al quale, anzi, non da molto tempo è stato concesso uno stipendio d’oro. E pensare che, oltretutto, in zona vi sono altri tre enti pubblici che si occupano di acqua (l’ “Acquedotto lucano”, l’ “Acqua s.p.a.”, l’ “Autorità di bacino”) e un altro (l’ “Egrib”) è stato appena creato “per la “governance” del servizio idrico”. Ma pensare, soprattutto, che a Palazzo Chigi si continua ad annunciare di partecipate ridotte o da ridurre in tutta Italia. Ma, forse, Puglia e Lucania sono rimaste italiane solo per i milioni che si mangiano le loro partecipate.

“A voi la Grecia, a noi il Porto Rico”

“Ho proposto al Governo Usa – ha rivelato il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, in risposta alle pressioni che continua a fare per un accordo con Atene – di prendersi loro la povera Grecia e di darci in cambio il ricco Porto Rico”.

Risposta stizzosa, indubbiamente, ma anche abbastanza legittima. Perché gli Usa dovrebbero smettere si ritenersi gli sceriffi del mondo e di considerare il loro “Dow Jones” l’unico indice da tenere alto.


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