Matteo Renzi così e cosà – Beppe, Fabio e Sanremo – Meglio massaggiatore che giornalista

Fatti e misfatti di ottobre 2013
Mario Relandini - 15 Ottobre 2013

Matteo Renzi così e cosà

“Aprire le carceri – continua a sostenere Matteo Renzi – è diseducativo soprattutto per i giovani… Fare un’amnistia è il fallimento della politica e un clamoroso “autogoal””.

Oggi, però. Perché nemmeno un anno fa, nel dicembre 2012, Matteo Renzi non ha esitato a mettere anche la sua firma ad una lettera indirizzata a Marco Pannella perché si facesse carico di una “battaglia a favore dell’amnistia, per il ripristino della legalità e del rispetto all’interno delle nostre carceri, nella speranza che il Parlamento si decida a questo provvedimento”. Quale Matteo Renzi, allora? Quello del dicembre 2012 o quello di oggi? Ma, forse, il quesito non si pone in quanto la risposta potrebbe essere, avesse ragione prima o abbia ragione adesso, “sia l’uno che l’altro”. Perché Matteo Renzi lo sta dimostrando: è così quando il vento gira così, è cosà quando il vento gira cosà. Ma è serio per chi aspira alla segreteria di un grande partito come il Pd?

Beppe, Fabio e Sanremo

“Verremo – così Beppe Grillo ha minacciato il presentatore Fabio Fazio – verremo a cantarle a Sanremo”. “Se hai due belle canzoni – gli ha replicato Fabio Fazio – mandale ché ti prendiamo”.

Pura ironia, naturalmente, quella di Fabio Fazio. Sono infatti tutti sicuri che, se anche Beppe Grillo mandasse due testi scritti da Dante Alighieri e musicati da Antonio Vivaldi, il noto presentatore li butterebbe nel cestino e non gli darebbe voce per cantarli a Sanremo.

Meglio massaggiatore che giornalista

“Ma basta – “fior da fiore” da un articolo su Mario Balotelli pubblicato, a firma Giuseppe De Bellis, su “Il Giornale” – Lasciatelo stare… A voi sembra che lo meriti?… E’ tornato quello stanco ritornello dei personaggi popolari che devono essere da esempio… Coni, Federazione e “Nazionale di calcio” avrebbero dovuto dire solo così: “Non usate lo sport e gli sportivi per battaglie troppo importanti”… A ciascuno il suo, infatti, e l’anticamorra non spetta al centravanti della “Nazionale”… Lui vuole soltanto giocare a pallone. Lui deve solo giocare a pallone. Il resto è ipocrisia”.

Adotta Abitare A

Mai arringa difensiva fu mai più clamorosamente controproducente. Primo perché Mario Balotelli, per tutto quello che ha detto e che ha fatto fino ad oggi, sia come calciatore sia come uomo, avrebbe meritato giustamente ben altro ed è stato invece lasciato stare già fin troppo. Secondo perché lo sport e gli sportivi, proprio per la notevole attrazione che esercitano sulla gente, è invece giusto ed opportuno che mostrino la loro vicinanza e la loro adesione ad ogni battaglia civile e sociale. Terzo perché, al centravanti della “Nazionale” Mario Balotelli, nessuno ha naturalmente chiesto di agire a fianco degli “uomini anticamorra”, ma solo di mostrare un minimo di solidarietà a quanti hanno avuto e continuano ad avere il coraggio di essere contro la malavita e i malavitosi. Quarto perché Mario Balotelli, no, non deve voler solo giocare a pallone, non deve solo giocare a pallone, ma deve comportarsi, sapendolo, che il mondo non è unicamente quello dorato chiuso nella campana di vetro dove in troppi vorrebbero che continuasse – chissà perché – a vivere, a fare soldi e, spesso, a dare di matto e di bamboccio. Quinto perché, alla fine, ne emergerebbe l’assurdo che, a comportarsi non correttamente, non sia stato Mario Balotelli, ma tutto il resto della “Nazionale” la quale non ha invece esitato a dare il suo buon esempio. Al giornalista Giuseppe De Bellis de “Il Giornale”, dunque, un amichevole consiglio: invece di insistere con il giornalismo “paraocchi” e con la difesa delle cause perse, cambi mestiere. Magari vada a fare il massaggiatore di Mario Balotelli. Se non proprio dei suoi muscoli, almeno di quello che ha in testa sotto la sua cresta.


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