Memoria della Liberazione: per un 25 Aprile di Festa e di lotta

Appuntamento Giovedì 25 Aprile, alle ore 9,00, sotto la lapide posta in Memoria del Partigiano delle Fornaci, Mario Carucci, in Via della Cava Aurelia, 60

Ricordate! Chi per la Patria muor vissuto è assai! Ebbene, se per la Patria io dovessi versare il mio sangue, se essa mi chiedesse il supremo olocausto, non indietreggerei! Non indietreggerò. Sono Italiano e mi vanto di appartenere alla Nazio­ne più bella del mondo, a questa bella Italia cosi martoriata! Se non dobbiamo più rivederci ricordate che avete avuto un figlio che ha dato sorridendo la sua vita per la Patria guardan­do in viso i carnefici!” (Biglietto scritto a matita ritrovato in tasca ad una delle vittime delle Cave Ardeatine).

Anche quest’anno – come è consuetudine della nostra Sezione ANPI da quando è nata, 12 anni fa – ci ritroveremo – Giovedì 25 Aprile, alle ore 9,00, sotto la lapide posta in Memoria del Partigiano delle Fornaci, Mario Carucci, in Via della Cava Aurelia, 60 (angolo Via dell’Argilla)  per festeggiare il 25 Aprile, quest’anno 79° Anniversario della vittoria della Resistenza e della Lotta di Liberazione Nazionale sul nazifascismo.

(Milano, 25 Aprile 1945, sfilano i Partigiani)

Con questa nostra iniziativa pubblica aperta a tutti cittadini e le cittadine, non solo del nostro territorio, faremo Memoria (come facciamo ogni giorno) dei nostri martiri antifascisti – come Mario Carucci, fucilato il 22 Dicembre del ’43, a Forte Bravetta, Bruno Rodella e Fiorino Fiorini, assassinati alle Cave Ardeatine, con altri 333 antifascisti e partigiani, il 24 Marzo del ‘44 o ancora Galliano TabariniFiorino Petrucci, Bernardino Troiani, Renato De Santis, Luigi Grassi e Giulio Sacripanti, sei altri antifascisti delle Fornaci, deportati in Germania, con il trasporto partito da Roma-Tiburtina il 4 Gennaio del 1944 –  e con loro ricorderemo tutti coloro: uominidonne e ragazzi, che hanno lottato, hanno patito e sono caduti per la nostra libertà,

Ma questo 25 Aprile che si sta avvicinando ci vede, anche e sempre, schierati, risolutamente, in difesa della nostra Costituzione, che rischia di essere stravolta dall’attuale maggioranza di governo che, da tempo, attacca anche la libertà di espressione e mette in discussione i cardini democratici ed antifascisti del nostro Paese, come la possibilità di dissentire (leggi il diritto di critica) rispetto alla visione della Storia (e del mondo) che da questa maggioranza di governo si vorrebbe assolutamente maggioritaria e da tutti accettata, senza obiezione alcuna.

Una maggioranza di governo, quella attuale, che querela chi dissente e chi scrive cose sgradite e zittisce chi scrive (e racconta) la Storia, così come Essa è effettivamente stata, e ci ricorda così il significato profondo del 25 Aprile del 1945.

Dunque, il nostro essere in piazza, il prossimo 25 Aprile non sarà solo una presenza necessaria a rendere il doveroso omaggio alla Memoria di chi ci ha liberati dal nazifascismo, ma è presenza sicuradecisa e consapevole, per – come scrive Maurizio Maggiani nel suo “Calendario Intimo della Repubblica”, appena pubblicato da Feltrinelli – “un 25 aprile quotidiano, promessa e giuramento”.

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Per ricordare il significato profondo del 25 Aprile del 1945;

Per riaffermare il carattere democratico e antifascista della nostra Costituzione e del nostro Paese;

Vi aspettiamo numerosi Giovedì prossimo, 25 Aprile, a partire dalle ore 9,00 in Via della Cava Aurelia, 60, angolo Via dell’Argilla

Il 25 Aprile censurato

Che Paese civile e democratico è quello in cui non si può dire pubblicamente la verità che la Storia ci ricorda, ovvero che Giacomo Matteotti è stato rapito e ucciso dai fascisti di Mussolini, cercando così di far dimenticare il discorso con il quale lo stesso duce del fascismo, il 3 Gennaio del 1925, assunse, meglio rivendicò, in Parlamento, la responsabilità politica di quel rapimento e del successivo assassinio dell’Onorevole Giacomo Matteotti, Segretario dell’allora Partito Socialista Unitario, coraggiosa voce chiara di opposizione, in un silenzio assordante e acquiescente?

Noi non vogliamo né negare, né dimenticare!

E dunque, di seguito – “per opportuna conoscenza” di tutti noi – riportiamo il testo integrale del Monologo dello scrittore Antonio Scurati sul 25 AprileMonologo cancellato dal Servizio pubblico RAI, con un’azione ingiustificata e contraria al dettato costituzionale, che tutela e garantisce la libera espressione del proprio pensiero:

“Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su sè stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.

Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.

In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.

Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.

Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?

Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.

Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione  dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.”.

(Antonio Scurati, Scrittore, Aprile 2024)


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