Mercatino di via dei Castani: un film già visto

di Danilo Romagnoli - 12 Aprile 2015

Quando giovedì 9 sono comparsi i nastri bicolore dei vigili lungo la centralissima via dei Castani, noi residenti subito abbiamo percepito quello che sarebbe successo la domenica seguente. I perentori avvisi recitavano di lasciare sgombri entrambi i lati dalle auto, ma si guardavano bene dallo specificare i motivi di questo provvedimento, e così molti di noi ci siamo preparati “psicologicamente” all’ennesima via crucis, replica metaforica di quella avvenuta circa una settimana fa in occasione del periodo Pasquale.
Già il venerdì e il sabato c’è stata una sorta di affannosa corsa alla ricerca di un improbabile parcheggio nelle vie più o meno limitrofe, almeno per quelli che erano al corrente dell’avvenimento. Qualcuno da me sentito, ha rinunciato alla pianificazione domenicale di una uscita fuori porta, qualcun altro che aveva problemi di uscita obbligata (lavoro, visite a malati, ecc.) ha iniziato a maledire, per usare un eufemismo, tali provvedimenti che si ripetono sistematicamente a dispetto di una popolazione inerme e stufa di subire soprusi senza che gli sia chiesto un parere.
La limitazione dei servizi, ad esempio quelli dei bus e tram ed il conseguente diverso loro spostamento, ha ulteriormente esacerbato gli animi, come quando circa alle sei del mattino sono iniziati i lavori di sistemazione dei gazebi e degli stand con i quali i numerosi espositori hanno “deliziato” il riposo dei residenti anche con il loro maleducato vociare.
Crediamo che per tali attività sia necessario il patrocinio e il consenso del municipio, ma anche se c’è stato, lo stesso ente si pone la domanda se i residenti sono d’accordo con i provvedimenti che si prendono a discapito di tanti comuni mortali? O tali commercianti godono di poteri tali da stravolgere il buon senso delle regole democratiche? Abbiamo troppe volte richiamato l’attenzione delle istituzioni locali, anche attraverso le autorevoli righe del periodico ABITARE, sulla necessità di spostare tale mercatino in altre ” location”, ma evidentemente ci sono delle lobby anche nel piccolo, le quali fanno più presa rispetto alla volontà popolare.
Fino a quando si continuerà ad abusare della pazienza dei cittadini?

 

Macelleria Colasanti

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  Commenti: 4


  1. E’ stato un colpo basso privare il quartiere del sui (quasi) unico mezzo pubblico, cioè il tram, in questa bella giornata di primavera. Raggiungere il centro era impossibile senza il 5 o il 19, è contro al diritto alla mobilità di chi non possiede una macchina.


  2. Una bella giornata di sport con bici to schol rallegrata da un bel mercatino molto ben fatto tutto questo vale qualche piccola rinuncia su via

    • Giovanni Pellegrini


      No. Non si è capito chi e perché si arroga il diritto di “dirigere” la vita pubblica e privata dei concittadini come gli pare e piace. Privare un quartiere del suo mezzo di trasporto, costringere a rinunciare al mezzo privato anche chi ne ha assoluto bisogno è un atto di arroganza che non è giustificabile per nessun motivo: non stiamo parlando di uno o due isolati, ma un quartiere tra i più popolati della Capitale.


  3. Suvvia, è stata una pessima idea eliminare il tram, non ho nulla contro le bici e il mercatino e infatti benvengano questi eventi, però organizzati nelle vie limitrofe e senza ledere il diritto di passare una domenica fuori casa a chi utilizza il mezzo pubblico.

    Magari quando sarà in funzione la metro C sarà un’altro discorso, ma domenica scorsa la mobilità pubblica ha fatto un clamoroso autogol senza se e senza ma.

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