Metti una mattina coi Segni

GiProietti - 23 Ottobre 2020

Stamattina con Carletto ci siamo incamminati mano nella mano verso la scuola. Dieci minuti, tre incroci, sette marciapiedi. Otto mamme che accompagnano i figli in classe, di cui sei sono palesemente nervose e arrabbiate coi figli, che piangono.
Poi 6 persone che accompagnano cani (due li hanno in braccio, tre parlano loro con dolcezza, tre delle sei li aspettano mentre i loro Puffy depongono i loro escrementi al centro dei rispettivi marciapiedi, una sola “mammina” di Puffy raccoglie quanto defecato, mentre le altre lodano Puffy perche’ l’ha “fatta bella”, bella per essere lasciata la’, generosamente, a disposizione degli occhi dei passanti…
Le mamme coi bambini continuano ad urlare, non solo prendendosela coi bimbi, ma anche con i loro padri che “pensano solo ad andarsene in missione e allo stadio”..

Carletto mi fa notare che i pochi spazi lasciati liberi dalle poche macchine ( quelle che abbandonano a malincuore il bene preziosissmo del “posto del parcheggio”, raro come il silenzio in questa citta’ caotica), sono pieni di cartacce, lattine, buste di plastica. “Ma perché lasciano sporco e non puliscono, nonno?” Chiede il nipotino. “Dai Carlo, che facciamo tardi”, tronco io.

Rimasto solo, mi avvicino al vecchio Nicola, altro nonno ormai amico mio. “Oggi chiudo col lavoro a tempo determinato di accompagnatore di mia nipote. Spero di rivederla, caro amico, durante la prossima indisposizione di mia figlia… Pero’ la vedo pensieroso stamattina…” Gli spiego quanto osservato lungo il percorso da casa a scuola, elencando le cifre, le donne arrabbiate coi figli, le mammine dei Puffy, cacchette, quintali di rifiuti abbandonati da una Nettezza Urbana inesistente…
“Coraggio, dimentichi tutto e si ricordi invece di inventarsi storie belle per il nipotino, così lo distrae dai malefici “segni”, che quotidianamente sbattiamo loro in faccia”.
“Grazie, Nicola, mi accompagna a fare le analisi giovedì prossimo?” “Volentieri”, mi dice salutandomi e stringendosi il nodo della cravatta, ora con un sorriso.

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I Segni, penso ai Segni.
Entro in Chiesa. La Liturgia della Parola della Messa di questa mattina tratta della necessita’ di riconoscere i segni che incontriamo nella nostra giornata.(Vangelo di Luca).
Rifletto un po’, pregando, e alla fine ringrazio il Signore per l’unico segno che Lui oggi mi ha dato, prima di entrare in Chiesa: il messaggio di speranza raccomandatomi da Nicola per Carletto!!!

Tutto il resto e’ da ricordare in altre sedi, quelle degli uomini piccoli piccoli.

 

GiProietti


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