Mortadella, gruviera e provoloni – Marcellino pane e vino – Vittoria di Pirro – Dal casco allo scolapiatti?

Fatti e misfatti di novembre 2013
Mario Relandini - 9 Novembre 2013

Mortadella, gruviera e provoloni

“Romano Prodi – ormai è ufficiale – non rinnoverà la sua tessera pd”.

Molti, alcuni benevolmente e altri no, hanno a suo tempo definito Prodi una “mortadella”. C’è dunque da capirlo, Romano: una “mortadella” doc non può effettivamente convivere con un partito diventato ormai una “gruviera” e con tanti “provoloni” di importazione anche straniera.

Marcellino pane e vino

“Tutti i figli di Berlusconi – si è detto certo, ospite della trasmissione “Virus” di Nicola Porro, l’ex senatore pdl Marcello Dell’Utri – hanno chiesto la grazia al Quirinale”.

Dopo le immediate smentite arrivate sia dal Quirinale sia dagli avvocati di Berlusconi, però, Dell’Utri è stato costretto a fare marcia indietro. “Tutta colpa del conduttore Nicola Pirro – ha tentato di giustificare il suo detto – il quale mi ha teso un vero e proprio “trappolone” alla Santoro”. Giustificazione, considerata la sua pluriprovata scaltrezza, difficilmente credibile. Non resta che supporre, dunque, come Dell’Utri, vedendo che nessuno si stava occupando più di lui, non abbia voluto buttarla là per tornare “alla grande” sulle cronache di tutti i giornali. Oppure – chissà – “Marcellino pane e vino”. Poco pane e tanto vino.

Vittoria di Pirro

“L’onorevole pdl Fabrizio Cicchitto – nel commentare il varo del disegno di legge governativo contenente “la nuova responsabilità civile dello Stato nei confronti dei cittadini per violazione manifesta del diritto dell’Unione europea da parte dei magistrati di ultimo grado” – ha parlato di un provvedimento di notevole rilievo in quanto rientrante nel disegno di modifica degli equilibri più negativi esistenti nel sistema giudiziario del nostro Paese”.

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Come dire, però, chi si contenta gode. O chi commenta strumentalizza. Perché il disegno di legge appena varato dal Governo, appunto, si riferisce soltanto a violazioni di diritti comunitari da parte di giudici oltretutto in ultimo grado e, nulla aggiungendo alla già esistente “Legge Vassalli”, stabilisce che, a risarcire le eventuali violazioni, sia subito lo Stato. Il quale, solo in un secondo tempo e come avvenuto soltanto eccezionalmente, potrebbe rivalersi sui magistrati eventualmente resisi colpevoli delle violazioni. Altro, dunque, che quella tanto invocata resposabilità civile diretta dei magistrati e per ogni eventuale violazione dei codici nazionali. Per un risultato del genere, infatti, troppo ci sarà da attendere e da combattere ancora. Non solo per l’opposizione della potentissima casta dei magistrati. Ma, anche, per la compiacenza e per l’interesse di troppe forze politiche e mediatiche. Onorevole Fabrizio Cicchitto, perciò, occhi aperti o giù la maschera: si è trattato, soltanto, della classica vittoria di Pirro.

Dal casco allo scolapiatti?

“Dobbiamo tenere a bada – è esploso con tutto il suo peso, parlando con amici, l’ex coordinatore della segreteria romana del Pd, Goffredo Bettini – quel matto ingestibile”.

Si riferiva a Silvio Berlusconi o a Beppe Grillo? Macché. Si riferiva, inaspettatamente, al “suo” sindaco di Roma, Ignazio Marino. “Suo” in quanto è riuscito a portarlo in Campidoglio con i suoi potenti mezzi, ma che ora “suo” non vorrebbe più non solo perché, con i suoi comportamenti, sta allontanando dal Pd le simpatie sia dei cittadini sia dei cosiddetti “poteri forti” della città, ma anche perché, nel suo esasperato egocentrismo, ha interrotto ogni rapporto con il partito al punto di non rispondere più al telefono neppure ai suoi più alti dirigenti. Il sindaco Ignazio Marino, però, sembra non preoccuparsi né dell’esplosione di Goffredo Bettini né del malumore dei dirigenti pd romani. Continua a fare di testa sua e ad andare in giro in bicicletta. Finora con in testa il casco. Ma, se dovesse avere davvero ragione Goffredo Bettini, un giorno lo si potrebbe vedere in giro, in bicicletta, con in testa uno scolapiatti.


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