Morto un paradiso fiscale, se ne fa un altro – “Tu quoque”, Manuela? – Mussolini sì e no – Tra il dire e il fare

Fatti e misfatti di marzo 2015
Mario Relandini - 3 Marzo 2015

Morto un paradiso fiscale, se ne fa un altro

“L’Italia – in questi ultimi giorni – ha concluso accordi con la Svizzera, con il Liechtenstein e con il Principato di Monaco – per poter identificare i suoi cittadini evasori”.

Finalmente – almeno si spera – tempi neri per i cittadini evasori fino ad oggi. Ma per gli evasori – perché, purtroppo, continueranno ad esserci – di domani e di dopodomani? Nessuna paura. Si tratterà, soltanto, di fare qualche viaggetto più lungo. Come in Bulgaria, ma tanto loro hanno le “Jaguar” e le “Mercedes” da 200 chilometri all’ora. Oppure a Dubai, alle Bahamas, alle Mauritius e a Panama, ma tanto loro hanno gli “yacht d’altura”. Un’occasione, tra l’altro, per una vacanza da sogno. Tanti sogni d’oro, nessun incubo da Fisco.

“Tu quoque”, Manuela?

“Non posso rimanere in “Forza Italia” – ha scritto, in una lettera pubblicata dal “Corriere della sera”, la senatrice Manuela Repetti – perché non posso tollerare la vera e propria guerra scoppiata per raccogliere l’eredità politica di Berlusconi e che la linea del partito non sia più dettata da lui, ma da chi malamente lo circonda”.

Manuela Repetti

Manuela Repetti

Berlusconi, quando ha letto quella lettera sul “Corriere della sera”, non è caduto dalla sedia perché era già seduto. Già Sandro Bondi, il compagno di Manuela, si era progressivamente allontanato sostenendo che, ormai, per “Forza Italia” non ci sarebbe stato più futuro. Ora via anche lei? Brutto, bruttissimo affare. Sia per l’immagine del partito sia per le inevitabili nuove ripercussioni al suo interno sempre più nel caos. Ma Silvio, superato il primo momento di sgomento, ha pensato fosse opportuno invitare ad Arcore sia la Repetti che il suo compagno. I quali, da vecchi amici, sono subito andati. Per un chiarimento reciproco che, tuttavia, non è ancora dato sapere quale esiti abbia dato. Ma c’è da ritenere che Berlusconi abbia voluto rassicurare i due – chissà con quali argomenti – che lui è sempre il capo, sta riportando il partito alla normalità e, dunque, nessun problema. Stiano sereni. E’ però tutto da verificare se Manuela Repetti e Sandro Bondi siano usciti davvero sereni dalla traballante reggia di Arcore.

Mussolini sì e no

La Sposa di Maria Pia

“A Bruxelles – ha accusato il segretario della “Lega nord”, Matteo Salvini – c’è ben peggio di Mussolini. Non hanno l’olio di ricino, ma “spread” e finanza, e fanno peggio del fascismo”.

Matteo Salvini, dunque, “double face”. Mentre Mussolini gli è andato bene in quel grande ritratto innalzato durante il suo comizio di sabato a Roma e gli sono andate bene quelle “falangi nere” di “Casa Pound” che gli hanno riempito mezza piazza, ha ora bacchettato Bruxelles usando Mussolini e il fascismo come esempi negativi. Un po’ di confusione dovuta a birra celtica? Ingenua quanto ridicola “politica dei due forni”? Oppure la bella fidanzata Elisa Isoardi che gli ha fatto perdere completamente la testa? Bah.

Tra il dire e il fare

“Roberto Helg – presidente della Camera di commercio di Palermo – è tra coloro i quali hanno approvato, non troppo tempo fa, un “piano di prevenzione della corruzione… in particolare nel campo della lotta all’usura e alle estorsioni””.

Roberto Helg, però, ieri è stato arrestato, dai carabinieri, proprio per estorsione. Essendo anche vicepresidente della società che gestisce l’aeroporto di Palermo, si era detto disposto a far prorogare, per tre anni, la concessione degli spazi occupati nello scalo dalle “Pasticcerie Palazzolo”. Dietro il versamento nelle sue tasche, beninteso, di 100 mila euro. Con i più vergognosi saluti, dunque, a quel piano anticorruzione con tanto di sua firma. “L’ho fatto – ha tentato di giustificarsi – per bisogno”. Gli è andata male. Altri bisogni, ora, dovrà coprirli nel bugliolo di un carcere.


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