Natale no, ma Pasqua? – Il fatto c’è, ma non sussiste – L’omicidio come servizio pubblico?

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Mario Relandini - 21 Dicembre 2013

Natale no, ma Pasqua?

“Il declassamento dell’Unione da parte della società di analisi e di ricerche finanziarie “Standard & Poor’s” – ha commentato il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy – non ci rovinerà il Natale”.

Ormai certamente no. Ma, se l’Unione dovesse continuare nella sua politica economica fallimentare, potrebbe rovinarci la Pasqua dell’anno prossimo.

Il fatto c’è, ma non sussiste

“La “femen” che l’altro giorno ha manifestato a seno nudo in piazza San Pietro, sostenendo che in Italia le leggi sull’aborto sono ispirate dalla Chiesa, e che era stata accusata di resistenza e di lesioni nei confronti degli agenti i quali la stavano allontanando – ha deciso il giudice il quale l’ha processsata per direttissima – va assolta perché “il fatto non sussiste””.

Secondo quel giudice, insomma, la “femen” non ha mai manifestato a seno nudo in piazza San Pietro e non ha fatto resistenza e non ha causato lesioni agli agenti i quali la stavano allontanando. Il fatto non è mai esistito. Non è accaduto mai. E’ stata solo un’allucinazione. Un’immaginazione. Un sogno. Per fortuna, dunque, che ci sono alcuni giudici pronti a riportare tutti con i piedi per terra. Alla realtà. La loro. Quella che sempre più si stenta a capire.

L’omicidio come servizio pubblico?

“Dopo che stavo sentendo da tre minuti quelle cacchine (ma il termine usato era molto più volgare) mi è salito un nervoso che sarei andato lì ad ammazzare nel vero senso della parola. Ma non avrei potuto e non perché non ne avessi la capacità, ma perché tra me e loro ci sarebbero stati i poliziotti, i poliziotti nemici che difendono quei criminali… Uno non può capire i suoi errori, se nessuno lo punisce. Io posso punirti una volta, due, alla terza devo ammazzarti… Se domani partissi per Roma e, invece di fare come quel signore calabrese che ha sparato al carabiniere, seccassi uno di quelli, io farei l’ergastolo, ma nel giro di 24 ore avrei più “fans” di Eminem e di Madonna”.

La farnerticazione di un pazzo, sullo schermo, in un convegno di criminologi? Tutt’altro. Quelle farneticazioni sono state esposte lucidamente, da un giovanotto coraggiosamente incappucciato, sui teleschermi de “La 7”, in una ascoltatissima trasmissione dal titolo “Servizio pubblico”. E senza che il conduttore, il “bravo conduttore” Michele Santoro, avvertisse il dovere civico e professionale di frenare quella che, poi, stava rivelandosi come una vera e propria istigazione all’omicidio. Ritenendo , evidentemente, che l’istigazione ad uccidere quelle “cacchine” là possa rientrare in un “servizio pubblico”. Una bella lotta, sì, tra farneticanti…


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