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Nel Duemila…

Con molta delusione, ci siamo già da un pezzo

Ultimamente i discepoli si sono sentiti trascurati e lo scorso venerdì hanno mandato due ambasciatori a bussare alla porta di casa mia, per un rimbrotto senza mezzi termini. Mi sono comparsi davanti agli occhi: erano Gilberto, il benzinaio, insieme a Romoletto, il guardiano del CCSV.

“Proffe, da quanno s’è messo a fa er giornalista, de noi je ne frega sempre de meno”. E mi guardava compassionevole, non senza un’espressione da derelitto, come un orfano abbandonato dalla madre.

“Dai, ragazzi non è così. Lo sapete che ho subìto un intervento. Niente di grave, ma ho dovuto scontare un po’ di convalescenza. Me la volete concedere? Ci sono urgenze da discutere, da chiarire che mi competono?”

“Urgenze no.” E’ intervenuto Gilberto. “Però ce piacerebbe fa’ er punto ‘nzieme a lei sur tempo che vivemo, funestato – ‘na parola che tra noi tre nun fa na pieca e se po’ dì serenamente – da guere, femminicidi, morti sur lavoro. E’ ‘na situazione ggenerale, dove ‘gnuno va pe’ fatti sua, senza però sapé ‘ndove deve annà.” 

Romoletto, scuotendo la testa sempre più derelitto, ha continuato la lamentazione.

“Se ricorda ‘a canzone che alla fine de l’anni ’50 prevedeva la vita ner 2000. No’ tutte le predizioni se so’ avverate, però anche antre mpreviste, sì. Ora, ce piacerebbe fa’ er punto de ‘a situazione ‘nzieme a lei.”

“Per esempio” ha continuato Gilberto. “Noi nun magneremo più, né bistecche, né spaghetti co’ ragù… Questo nun è vero. Ma se passa ‘a carne sintetica? Be’, allora sarà puro vero che… magneremo quattro pillole con gran semplicità: la fame passerà!

“Se figuri se potrei magnà ‘na bistecca fatta ‘n labboratorio” Ha chiosato Romoletto. “Poi, la canzone nun accenava a internet, ai social, né a li telefonini e se sbajava co’ e ’l’amore senza pillole sarà. Ma volemo scherzà?! L’anticoncezionile… l’erettile, e che razza d’amore ce voleva fa godé? Ma pe’ piacere! E poi diceva: razzi de qua, razzi de là, andremo sulla luna con il razzo delle tre… Ma ‘ndove, se oggi se stemo a scannà per er trenino Roma-Ostia che ‘n giorno c’è, e er giorno dopo la corsa è soppressa…”

“Ecco Pro”. Ha concluso Gilberto. “De questo, e non solo, voremmo parlare ‘n seduta co’ lei, de tutte l’aspettative che c’aspettàveno e che se so’avverate, oppuro no. Che ‘nfondo, se quarcuna ‘n se fosse avverata… male nun sarebbe stato. Gne pare?”  

La tirata dei due mi ha mandato interiormente in bestia, ma mi sono trattenuto. Se non fosse così non sarebbero i miei Discepoli. Ho cercato di essere pacato e credibile.

“Ma ragazzi, quella a cui vi riferite è solo una canzonetta ironica. Che pretendevate? Che fosse comparabile alle profezie di Nostradamvs, che poi, anche quelle… Lasciamo perdere. Considerate che il progresso – badate bene a non confonderlo con la civiltà. Non mi stancherò mai di sottolineare la differenza – procede talvolta a singhiozzo. Ciò che appare come un passo avanti, spesso, a ben vedere, siamo costretti a fare ammenda con un passo indietro. Oggi c’è entusiasmo per la carne sintetica, in grado (forse) di sconfiggere la fame nel mondo. Si spera molto nell’intelligenza artificiale come un grande aiuto allo sviluppo ma, consentitemi, con molta cautela. Le fotocopie in 3d sono ormai un dato di fatto, così come le energie rinnovabili. Non voglio essere tacciato di anticonformismo. E’ giusto che il progresso guardi avanti ma, se predico cautela, credo di fare il mio dovere di cittadino che guarda al futuro, nell’interesse comune. Datemi retta: se il progresso potesse trovare il modo di abolire, ogni tipo di guerra, ritengo che quello sarebbe uno dei passi avanti, anche se non il solo, per garantire una vita migliore a tutti. Alla prossima, ragazzi.

Timbrificio Centocelle

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