Nella speranza del miracolo – Nel disconoscimento della storia – Nell’orrore di Sinjar – Nel silenzio complice

Fatti e misfatti di novembre 2015
Mario Relandini - 15 Novembre 2015

Nella speranza del miracolo

“”Rinviare il Giubileo dopo gli orrendi fatti di Parigi? – così, in una intervista al “Corriere della sera”, il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella – Assolutamente no. Perché questo è il “Giubileo della misericordia”. Che viene reso più importante, anzi, come momento di riflessione e di pacificazione”.

Sempre che, comunque, i terroristi islamici si mostrino propensi – per un miracolo di Dio o di Allah – a gettare via le armi e a mettersi devotamente a riflettere e a convertirsi alla pace.

Nel disconoscimento della storia

“Nessuna guerra – si è poi così espresso, nella trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino – ha mai risolto i problemi. A me, anzi, piacerebbe chiedere ai presenti al G20 di guardarsi in faccia e chiedersi chi ha venduto le armi ai terroristi”.

Le guerre, per carità, dovrebbero essere sempre evitate. Se però non ci fosse stata la seconda guerra mondiale, il problema nazismo non sarebbe stato risolto. E, poi, giusto chiedersi chi abbia venduto e stia vendendo le armi ai terroristi. Ma monsignor Galantino farebbe bene a non dimenticare che molto danaro dello Ior, la banca vaticana, è stato a lungo dirottato proprio nelle casse dei fabbricanti di armi in giro per il mondo.

Nell’orrore di Sinjar

“A Sinjar – la cittadina irachena strappata dai curdi ai terroristi islamici – sono state scoperte due fosse comuni: una con i corpi di 80 donne, una con i corpi di 50 uomini”.

Pace e bene.

Nel silenzio complice

La scuola elementare “Matteotti” di Firenze – per non offendere le famiglie islamiche – ha bloccato la visita a quel capolavoro che è la “Crocefissione bianca” di Marc Chagall. Il Ministero dei Beni culturali, nel frattempo, ha offerto il suo patrocinio ad una mostra – a Lucca – dove l’opera d’arte sarebbe un Crocefisso immerso nell’urina dell’autore”.

Non s’ha da fare la guerra neppure a questi insulti e anche questi insulti vanno accettati con misericordia? “Non praevalebunt” (Non prevarranno) è uno dei motti più cari a Santa Romana Chiesa. Ma a Santa Romana Chiesa non sembra che le forze del male stiano invece prevalendo? E che in alcuni casi, come in quelli di Firenze e di Lucca, il suo silenzio sia in qualche modo complice?


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