Non gli resta che buttarsi a mare – Assolta: non pagare il “pieno” è fatto di “scarsa rilevanza” – Un metro e mezzo di altezza? Concorso di colpa

Fatti e misfatti di maggio 2015
Mario Relandini - 11 Maggio 2015

Non gli resta che buttarsi a mare

“Gianfranco Fini – ex segretario del “Movimento sociale italiano” e fondatore di “Allenza nazionale – ha chiesto la semplice iscrizione alla Fondazione che non solo ha il compito di conservare i valori della destra, ma che gestisce soprattutto un patrimonio di 203 milioni di euro. La stragrande maggioranza dei soci, però, lo ha bocciato per “indegnità morale””.

Gianfranco Fini, dunque, dal “Che mi cacci?” rivolto a Berlusconi al “Che mi rifiuti?” oppostogli dalla sua Fondazione. E adesso, pover’uomo? Non gli resta, forse, che tornare ad immergersi, da subacqueo, nelle acque proibite del Tirreno. Con la speranza che non lo cacci, anche da lì, la Guardia costiera.

Gianfranco FiniAssolta: non pagare il “pieno” è fatto di “scarsa rilevanza”

“Piena indignazione della Magistratura a Cesano – dunque – ma inquietante decisione della Magistratura per un fatto accaduto ad un distributore nei pressi di Pieve Porto Mortone”.

Era accaduto che una elegante signora, fatto il “pieno” di 121 euro, aveva dichiarato di non avere con sé i soldi, aveva garantito all’addetto che gli avrebbe fatti avere di lì a pochissimi giorni, ma non era invece arrivato neppure un euro. All’addetto al distributore, il quale si era intelligentemente annotato la targa dell’auto, non era rimasta così che la denuncia. Ora, però, il magistrato cui era stato affidato il “caso” ha assolto con formula piena l’elegante signora perché il reato era stato – testuale – di “scarsa rilevanza”. Coraggio, allora, signori automobilisti: si vada tutti a fare il “pieno” senza pagare, tanto è un fatto di così scarsa rilevanza che non va punito neppure con buffetto.

Un metro e mezzo di altezza? Concorso di colpa

“La signora Gabriella Serangeli – a Cesano – sta camminando lungo il marciapiede quando un camion, uscendo dal parcheggio senza neppure rispettare lo “stop”, la investe e la uccide. E l’ “Axa”, l’assicurazione del camion, propone di pagare soltanto la metà di quanto da lei dovuto per “un evidente concorso di colpa”: perché l’autista ha sì investito ed ucciso la donna, ma perché non ha potuto vederla in quanto alta soltanto un metro e mezzo”.

La Sposa di Maria Pia

Un metro e mezzo di di altezza di una persona, dunque, incredibilmente portato a sostegno di una sua colpa. Molte assicurazioni ne fanno e ne tentano tante, per sborsare quanto dovuto, ma l’ “Axa”, per il triste “caso” di Cesano, ha davvero superato ogni limite di cinismo e di decenza. Ora, però, si è indignata perfino la Procura che, invece, ha rinviato a giudizio l’autista per omicidio colposo. Per cui, a sentenza emessa, la “brava assicurazione” sarà costretta a versare, agli eredi della povera signora Gabriella Serangeli, quanto dovuto. A prescindere dai suoi criteri metrici. E dei suoi codici sgualdrinaleschi.


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