Paragoni, evasioni e carcerazioni – Il Danilo peggio ancora

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Mario Relandini - 12 Dicembre 2013

Paragoni, evasioni e carcerazioni

“”Trony” – recita da tempo uno “spot” pubblicitario – non ci sono paragoni””.

La gente ha sempre ritenuto che il riferimento fosse soltanto ai prezzi dei prodotti. Il giudice per le indagini preliminari Giulia Proto, invece, ha scoperto che “non ci sono paragoni”, neppure, per quanto riguarda le evasioni. Le evasioni Iva, per la precisione, di cui si è reso responsabile l’imprenditore Alessandro Febbraretti, capo di quel gruppo “Edom” che gestisce anche il marchio “Trony” in Italia e il quale, intanto, è stato arrestato mercoledi dalla Guardia di Finanza. Ma in cella – c’è da scommettere – Alessandro Febbraretti rimarrà ben poco. Spesso infatti, anche per il carcere, come “Trony” non ci sono paragoni.

Il Danilo peggio ancora

“Macché mia – ha tenuto a precisare il “capoforconi” Danilo Calvani – quella “Jaguar” su cui sono salito l’altra sera è di un mio amico al quale l’hanno anche messa sotto sequestro giudiziario”.

Per Danilo Calvani, forse, sarebbe stato meglio non precisare. Perché non è bello, certo, fare la figura del ricco ostentando le proprie ricchezze ai poveri che si dichiara di voler difendere. Ma è ancora meno bello fare, salendo su un’auto sotto sequestro giudiziario, la figura dell’arrogante irrispettoso delle leggi e delle sentenze. Un brutto biglietto da visita, insomma. Un brutto comportamento che non fa ben sperare, assolutamente, per i suoi comportamernti prossimi venturi. Angelino Alfano, il quale continua a sostenere di essere in campo, nel Governo, come difensore della libertà e dei diritti, farebbe bene a “curare” di più un centravanti di sfondamento quale il “capoforconi” Danilo Calvani.


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