Parco Archeologico di Centocelle, vertenza del Comitato Pac Bene Comune

Il comitato Pac Bene Comune, Comitato dei fruitori e di tutela del Parco Archeologico di Centocelle, è sul piede di guerra e ha aperto una vera e propria vertenza contro i ritardi dei lavori del 2° lotto per circa 3 milioni di euro e che ha visto la ditta fallire e battere in ritirata subito dopo una parziale e discutibile bonifica di un piccolo tratto del canalone per il quale si vocifera che già si siano volatizzati oltre 300 mila euro.

Un torto grande come una casa, ci dicono dal neo Comitato era già stato fatto all’Associazione Aereomodellisti che, dopo aver bonificato la parte del terreno al loro “assegnato provvisoriamente ” dall’ex Municipio Roma VII, si sono visti oltre che estromessi da una attività socialmente rilevante che vedeva ogni giorno decine di appassionati del volo esclusivamente a batteria e quindi privo di rumori e inquinamento, si sono visti recapitare una cifra iperbolica da pagare per occupazione del suolo pubblico. E questo grazie all’inerzia della ex Giunta del Municipio Roma V.

Da mesi il Comitato si batte, oltre che per il taglio dell’erba che avviene senza programmazione e che lascia gli ettari di parco con una vegetazione alta oltre un metro e con elevati rischi di incendio, anche per lo svuotamento dei cestini dei rifiuti, l’eliminazione di una cisterna contenente liquami lasciata nel 2014 in occasione di un fallimentare Vintage e della sistemazione delle fontanelle (una di queste, inattiva da mesi, è stata infine riparata dai volontari del comitato).

ProtestaComitatoPac

Ma la discutibilissima ultima decisione di chi ha la responsabilità sul Parco Archeologico di Centocelle è stata quella di chiudere con dei blocchi di new jersey l’accesso carrabile su via Casilina per motivi di sicurezza. Una decisione ci dicono Roberta, Tobia, Piero, Gabriele e altri volontari del Comitato, su cui si stanno prendendo informazioni per verificare se ci sono gli estremi per una denuncia penale… sì proprio penale in quanto con questa decisione, secondo loro, viene meno la sicurezza di quanti frequentano quello spazio “destinato” a diventare il Parco Archeologico di Centocelle.

Tra l’altro la cervellotica decisione non è stata comunicata praticamente a nessuno, tant’è che nella mattinata di mercoledì 6 luglio 2016 una pattuglia dei carabinieri che seguiva il segnale satellitare proveniente da una vettura rubata, si è  accorta dello sbarramento all’ultimo momento e solo l’abilità e la prontezza di riflessi del conducente ha impedito un impatto rovinoso. Dopo anni di un utilizzo a parcheggio dell’area, è stato affermato che l’area in questione è riservata solo al parcheggio dei mezzi addetti alla manutenzione del parco. Una notizia che sa di panzana lunga un chilometro.

Il parco ci dicono i componenti del Comitato è frequentato da donne e uomini di tutte le età e di conseguenza si potrebbero avere sia episodi di delinquenza comune e sia problemi di carattere sanitario per quanti fanno attività ludica lungo i percorsi tracciati e che quindi potrebbero anche incorrere in un malore, da qui la necessità che venga immediatamente riaperto il varco.

ApriamoIlParco

Nel pomeriggio di mercoledì 6 luglio alcuni membri del già numeroso e agguerrito Comitato hanno installato uno striscione sulla via Casilina e in abboccamenti già avuti con il nuovo presidente del Municipio Roma V Giovanni Boccuzzi e con diversi consiglieri della nuova maggioranza è stata rappresentata la necessità che il Municipio si faccia parte diligente con il neo Sindaco Virginia Raggi affinché ripartano i lavori del 2° lotto. In tal modo si spera che finalmente possano essere portati alla luce i resti archeologi e che questi rientrino in un circuito turistico culturale. E infine che sia finalmente messa in sicurezza l’entrata su via Casilina come del resto aveva già convenuto l’allora Assessore alla Mobilita della Giunta Alemanno, Antonio Aurigemma.

Resta sempre irrisolto il problema dei rottamatori la cui permanenza nell’area si trascina ormai da anni e di proroga in proroga. Cosi come da anni si tace su alcune costruzioni abusive sulle quali penderebbe un’ordinanza di demolizione che non si capisce perché non venga eseguita. Come non si capisce perché si taccia su movimentazioni abusive di terreno e la posa sullo stesso di pietrisco altamente inquinante proveniente da lavorazioni stradale. E per finire ci si chiede se non si ravvisino gli estremi di danno erariale nei confronti delle casse comunali, dovute al mancato pagamento da oltre dieci anni del canone di locazione di ben 38.000 mq di terreno utilizzato sia come rimessaggio camper che come sosta a pagamento.

Intanto, mentre auguriamo buon lavoro al presidente Boccuzzi, al Sindaco Raggi, il neo Comitato e i cittadini del Municipio Roma V si aspettano un repentino cambio di marcia.

 


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