Passacarte ora sì ora no – Renzi tra “rossiani” e “verdiniani” – La risposta pericolosa di Matteo – Il silenzio di Matteo – Errare humanum

Fatti e misfatti di luglio 2015
Mario Relandini - 31 Luglio 2015

Passacarte ora sì ora no

“Il Parlamento – ha dichiarato, a proposito del no, anche del Pd, ai “domiciliari” per Antonio Anzollini, il “premier” Renzi – non è il passacarte della Procura di Trani”.

Giusto. Ma perché, allora, è stato il passacarte, in passato, di altre Procure?

Renzi tra “rossiani” e “verdiniani”

“Il disegno di legge governativo per la riforma della Rai – oggi al Senato – è stato approvato con 142 voti a favore e 92 contrari ed ora passerà alla Camera”.

Ci passerà, tuttavia, zoppo perché, il giorno prima, le opposizioni, i dissidenti pd e i proclamati soccorritori “verdiniani” (meno uno) avevano battuto il Governo sulla delega per modificare il sistema di finanziamento dell’azienda radiotelevisiva pubblica. Delega che verrà comunque reintegrata, magari, con qualche piccola modifica e, dunque, con il disegno di legge che al Senato dovrà tornare. Ma che cosa è successo – c’è da chiedersi – fra il voto contrario della minoranza “rossiana” pd e dei proclamati soccorritori “verdiniani” di giovedì e quello favorevole di venerdì a Palazzo Madama? Non resta che affidarsi alle ipotesi. La minoranza “rossiana” pd, forse, giovedi ha voluto mandare soltanto un segnale più forte, benché ancora provvisorio, al segretario-“premier” Renzi. I soccorritori “verdiniani”, forse, hanno ottenuto qualcosa di concreto. Nel senso che la loro “Ala” (l’Allenza liberalpopolare per le autonomie) avrebbe avuto il “passi” per andarsi a posare, uno di questi giorni, su qualche nido, almeno, del sottogoverno. Ma, se non fosse andata così, meglio. Basta, però, che non sia andata peggio.

Renzi-Expo-Milano-Matteo-300x200La risposta pericolosa di Matteo

“La minoranza pd al Senato – ha risposto a muso duro, però, il segretario-“premier” Renzi – ha voluto dare un segnale politico? Noi andremo avanti più decisi di prima”.

Forse il suo ego non gli ha permesso di considerare che non prendere in considerazione segnali politici provenienti dal suo partito potrebbe essere per lui pericoloso. Oltre che per niente democratico. E anche un po’ berlusconiano.

Il silenzio di Matteo

“I disoccupati in Italia – ha fatto conoscere l’Istat – sono risaliti, in giugno, al 12,7%. E i giovani senza lavoro sono arrivati al 44,2% (record raggiunto, soltanto, nel 1977)”. Non solo. “L’assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie – ha denunciato l’Istituto Svimez – potrebbe impedire, al Sud, di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente”.

Ma su questi dati drammatici, almeno finora, il “premier” Renzi ha preferito glissare. Male. Ma molto meglio che dire boiate.

Errare humanum

“Il signor Giampiero Ghiringhelli – a Milano – si è visto arrivare una multa di 88 euro per avere guidato una moto “Honda” senza indossare il casco”.

Sarebbe stato più che giusto, se il signor Giampiero Ghiringhelli, che tra l’altro non possiede una moto “Honda” né altra moto, non stesse guidando, nel luogo e nel momento in cui è stata elevata l’infrazione, a bordo della sua automobile. Ma sarebbe stato allora sicuramente giusto, se, una volta chiarito l’errore dei vigili, il signor Giampiero Ghiringhelli non avesse dovuto sudare sette camicie per farsi annullare la multa di 88 euro e non rischiare la sottrazione di sei punti sulla patente. “Errare humanum est – anche, ci mancherebbe, per i vigili di Milano – perseverare autem diabolicum”. Come ha lasciato scritto Sant’Agostino. Sant’Agostino? Sì, quel santo che i vigili di Milano dovrebbero conoscere, se non altro perché ha una piazza a lui dedicata proprio a pochi minuti dal luogo ove è stata da loro elevata l’errata contravvenzione.


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