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Passeggiata in bicicletta verso il parco delle Rupicole, a Torre Maura 

Da parte nostra un “in bocca al lupo”, e seguiremo l’avanzamento dei lavori sino alla completa definizione

Il 2 marzo 2024 ho dedicato I miei trenta chilometri giornalieri In bici per arrivare a Torre Maura

Non conoscevo la via, non conoscevo il parco. L’ho “trovato” casualmente mentre facevo ritorno a Tor Tre Teste. Pedalavo in via dell’Aquila Reale in direzione di via del Fosso di Santa Maura e dopo un paio di chilometri la via si unisce con via delle Rondini, un altro chilometro circa e sulla destra c’è una non lunga strada in leggera salita: via delle Rupicole.

La strada, sale e  arriva sino a via Don Filippo Rinaldi che lambisce la ciclabile di viale  di Torre Maura.

Quest’ultima è una strada chiusa, le automobili o le moto devono obbligatoriamente tornare indietro, i pedoni e ciclisti possono attraversare un marciapiedi, che è anche una delimitazione, e andare sulla ciclabile di via di Torre Maura

In via Don Filippo Rinaldi ho chiesto ad un gentile signore, di nome Filippo, il permesso di entrare nel suo condominio e fotografare il loro parchetto condominiale.

Ho approfittato della sua gentilezza e gli ho raccontato di aver visto due murales su una casetta con la scritta “Parco delle Rupicole”, con un dipinto di mamma con bambina al fianco e il disegno di  cinque indicazioni di direzione.

Gli ho richiesto delle informazioni e mi ha raccontato un po’ di storia locale.

 

«La nostra zona è un po’ dimenticata e un po’ anche degradata, con tanta voglia di migliorie. Negli anni passati volontari e volenterosi cittadini si sono adoperati per raggiungere una riqualificazione di via delle Rupicole e dell’omonimo parchetto.

Avevamo, e abbiamo ancora, discariche abusive, siringhe sul terreno del parco, incendi e degrado.

Negli anni sono stati previsti degli interventi per la riqualificazione del parco di via delle Rupicole, da parte del VI municipio di Roma, ci sono i cartelloni del Comune di Roma per i lavori iniziati lo scorso anno.

Tanti lavori sono stati fatti, tanti altri sono finalmente ripartiti ed il cantiere è ancora aperto.

Lo è già, ma dovrà diventare il primo giardino multi sensoriale d’Italia.

Un concentrato di esperienze tattili e olfattive, e un nuovo modo di fare riabilitazione per non vedenti, disabili di ogni età, anziani.

Misurerà, alla fine dei lavori, 3700 metri quadri di superficie, ma ci hanno detto che la faranno da padroni soprattutto gli aromi mediterranei e profumi d’ogni sorta.

Hanno previsto degli spostamenti, tra cui l’area cani, ma alla fine avremo il giardino italiano rinascimentale, il giardino arabo, il giardino giapponese, il giardino del bambù, il giardino dell’olfatto, il giardino del gusto.

I cittadini adulti  potranno fare giardinaggio, orto terapia, aroma terapia e i bambini avranno giochi.

Per i non vedenti un sentiero sensoriale con corrimano di legno, con mattonelle tattili tridimensionali, pannelli in braille che illustrano piante, fiori e animali. Un percorso intervallato da pensiline coperte da alberi, con panchine munite di braccioli e spazi per parcheggiare sedie a rotelle e passeggini.»

Ho ringraziato il signor Filippo per le esaurienti spiegazioni, e lui, con grande cordialità ha contraccambiato i saluti e ha ringraziato il nostro giornale per l’interesse verso il loro spaccato di quartiere.

La gestione del giardino è ora disciplinata da un protocollo siglato da Roma Capitale, dal Municipio e da tutti i soggetti coinvolti: gli ospiti della casa famiglia La Rupicola (confinante col giardino) provvedono e provvederanno alla guardiania, la Asl RmB cura e curerà i programmi di riabilitazione dei disabili, l’Università di Tor Vergata (Dipartimento di Biologia e Orto Botanico) ha e avrà in carico la gestione scientifica.

Da parte nostra un “in bocca al lupo”, e seguiremo l’avanzamento dei lavori sino alla completa definizione.

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