Piano di zona Ciampino-Morena

Quando le trasformazioni urbanistiche fra Comuni confinanti non vengono adeguatamente concordate e pianificate
di Aldo Pirone - 5 Agosto 2015

120.000 mc per 1.000 nuovi abitanti graveranno sul sistema viario di Morena. I camion del cantiere hanno invaso le strade del quartiere provocando la rivolta dei residenti e l’intervento della polizia. VII municipio e assessore Caudo chiedono ai costruttori un piano trasportistico efficace. Un illustre assente: il nuovo ente della città metropolitana di Roma. Ecco cosa accade quando  le trasformazioni urbanistiche fra Comuni confinanti non vengono adeguatamente concordate e pianificate.

mappa_fr6_icoChe in materia di urbanistica a Roma e nei comuni limitrofi la pianificazione non sia di moda è risaputo da tempo. Prima si fanno gli eserciti di case, centri commerciali e uffici, il resto, come l’intendenza napoleonica, seguirà. Se seguirà. E il resto sarebbero le strade, l’illuminazione, i servizi, insomma le cosiddette opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Non importa il colore politico delle amministrazioni, gli orchestrali possono cambiare ma la musica è sempre la stessa.

A complicare vieppiù le cose a volte ci si mettono anche i confini territoriali fra Comuni limitrofi. Nel senso che trasformazioni urbanistiche dell’uno possono incidere negativamente, con il loro impatto ambientale, sulla qualità della vita degli abitanti dell’altro se non c’è stata una preventiva programmazione comune per vedere insieme a monte come risolvere i problemi che possono insorgere.

E’ il caso dell’intervento urbanistico programmato, si fa per dire, dal Comune di Ciampino in località “Morosina”, un enclave fra Morena e la ferrovia Fl6. Si tratta di una trasformazione edificatoria composta da tre elementi: una 167 e due lottizzazioni private con una quota di commerciale riunite nel Consorzio “Urbanizzazione Ciampino Morena C5”. Circa 120.000 mc per 1.000 nuovi abitanti.

Si sapeva da anni che ci sarebbe stato l’evento, ma l’assessore municipale all’urbanistica Perifano della precedente giunta Medici non si era granché preoccupato delle conseguenze, aveva lasciato correre senza informare debitamente i consiglieri, come su tante altre cose urbanistiche, incappando in una proposta di censura del centrodestra municipale (allora Pdl) e di alcuni consiglieri PD, poi respinta di misura dalla maggioranza del Consiglio municipale. Senza grandi risultati per la verità.  Malgrado che fra il municipio “mediceo” e i comuni limitrofi di Ciampino, Grottaferrata e Marino fosse stato stipulato il 12 ottobre del 2010 un “protocollo d’intesa” che prevedeva un “Tavolo di Coordinamento di natura permanente” al fine “a) di acquisire tutti gli elementi conoscitivi utili alla pianificazione territoriale in previsione della delimitazione dell’area metropolitana; b) di predisporre studi delle criticità intercomunali; c) di impegnarsi a sottoporre l’adozione di provvedimenti risolutivi agli organi competenti di ciascun ente, al fine di attuare sollecitamente le politiche di comune interesse; e) di predisporre tutti gli atti e gli elementi conoscitivi per la promozione, da parte del soggetto competente, di accordi per la realizzazione di interventi e/o programmi di comune interesse. Le specifiche attribuzioni di cui al comma 1 verranno espletate con particolare riferimento, tra le altre, alle materie urbanistiche, ambientali, infrastrutturali, di mobilità, di erogazione di servizi scolastici, socio assistenziali e sanitari”. Ottimi propositi, buoni solo per la propaganda elettorale. Anche il Comune di Roma, allora retto da Alemanno, della questione non s’interessò per niente, in tutt’altre faccende affaccendato come si è poi saputo da “Mafia capitale”, non ultima la moltiplicazione delle cubature nella vicina centralità di Romanina a beneficio del proprietario Scarpellini.

Risultato di tutte queste distrazioni e dimenticanze è stata, qualche settimana fa, l’apertura del cantiere con i camion delle ditte costruttrici che hanno cominciato a impazzare per le strette strade di Morena che accedono alla “Morosina”: in particolare via Pazzano, via Portigliola, via Riace ecc..

La protesta degli abitanti di Morena, anzi la rivolta, cui ha dato voce il locale Comitato di quartiere non si è fatta attendere, così come non si è fatto attendere l’intervento della polizia che ha fatto sgomberare le strade di accesso al cantiere dalle auto dei morenesi in sosta; per altro in sosta regolare. Come si sa, quando ci sono di mezzo gli interessi dei costruttori non si scherza. Il passo è da essere libero da ogni intralcio; la betoniera, il caterpillar, la ruspa non  ammettono opposizione.

Eppure il problema potrebbe essere risolto per il presente, per l’attività di cantiere, e per il futuro per l’afflusso dei nuovi residenti e delle attività commerciali, con una strada di collegamento fra il Piano di zona e l’Anagnina che consenta ai camion, oggi, e ai residenti, domani, di non gravare sulle già gravate e sgarrupate strade di Morena. Meglio ancora, per il trasporto pubblico, se poi venisse realizzata una fermata di treno sull’adiacente fl6 già richiesta da anni dal Comitato di quartiere.

Dar Ciriola

La strada la dovrebbero realizzare le imprese che attendono al Piano di zona come parte integrante delle opere di urbanizzazione primaria. L’ha chiesto il Consiglio del VII municipio con una apposita risoluzione il 23 giugno scorso considerando questo collegamento “condizione questa imprescindibile alla prosecuzione della realizzazione del citato intervento edificatorio”. A quanto pare anche l’assessore comunale all’urbanistica Caudo chiede alle ditte costruttrici un piano trasportistico adeguato alla trasformazione della “Morosina”.

In mancanza di tutto ciò Municipio e Comune sembrerebbero intenzionati a interdire le strade di Morena, in particolare via della Stazione di Ciampino, al passaggio dei camion del cantiere. Sarebbe un gesto conflittuale forte, ancorché doveroso. Senza questa ferma determinazione, d’altronde, le risoluzioni, le dichiarazioni, le professioni di fede e quant’altro da parte dei nostri amministratori sarebbero un’arma spuntata nei confronti delle betoniere dei costruttori.

Svetlana Celli

Svetlana Celli

Chi si dovrebbe interessare alla questione è anche il nuovo Ente, nato il 5 ottobre dell’anno scorso e subito dimenticato, della “Città metropolitana di Roma”. Comprende 121 comuni dell’ex Provincia di Roma. Fornito di un Consiglio di 24 persone elette in elezioni secondarie da tutti i sindaci e dai consiglieri dei comuni interessati, secondo i canoni della nuova democrazia renziana che abolisce il cittadino elettore, con un Sindaco, Marino, un vicesindaco Maurizio Alessandri, otto delegati (assessori) ai vari dipartimenti e uno statuto che all’art. 31, titolato “Municipi di Roma Capitale”, prevede al punto 3: “La Città metropolitana riconosce il fondamentale ruolo di coesione territoriale esercitato dai Municipi confinanti con altri Comuni della Città metropolitana, e promuove, previo parere favorevole del Consiglio, la sottoscrizione di accordi o intese tra i Municipi e i Comuni confinanti”.

gianni-paris-logoEcco, appunto, accordi e intese che nel caso del Piano di zona “Morosina” mancano del tutto.  I delegati-assessori che dovrebbero essere chiamati a interessarsi della questione sarebbero Svetlana Celli, Delegata allo sviluppo della rete della mobilità Metropolitana e viabilità, e Giovanni Paris, Delegato alla Pianificazione strategica e territoriale.

Non sarebbe il caso di chiamarli in causa? Almeno per fargli vedere che non ci si è dimenticati della loro esistenza.


Commenti

  Commenti: 5

  1. Enzo Richetti


    Caro Aldo le colpe o le mancanze pregresse non mi interessano più di tanto, so perfettamente come dove e quando non fu fatto interamente ciò che si poteva e doveva fare allora, come so chi, come, cosa e quanto non ha fatto in questa legislatura ciò che si poteva e doveva fare da subito, perché questa densificazione non è propriamente una pagliuzza ma un bel trave nel..nell’occhio dei residenti di Morena ma anche in quelli di Ciampino. Purtroppo siamo amministrati da chi pensa che una densità abitativa di poco meno di 3700 abitanti per kmq vada ancora aumentata e la colpa è anche di chi non sentendosi ancora stretto in un collo di bottiglia e povero come un disperato nel deserto del GOBI LI VA A RIELEGGERE.


  2. molto articolato
    mia figlia mi ha mandato questo articolo
    se ti ricordi di me rispondimi.
    per avere condotto questa lotta mi trovo a 85 anni con la macchina sequestrata e accusato di reati per violenza su cose e persone
    ciao


    • Caro Franco,

      Caro Franco, certo che mi ricordo di te. E ne ho anche un buonissimo ricordo. Mi dispiace per la situazione in cui ti sei trovato. Purtroppo qui ormai domina la legge del più forte. Soprattutto quando si tratta di costruttori e gli argini della politica non sono più quelli di una volta. Ma cerchiamo di non mollare.

      Ciao

      Aldo

  3. PROGRESSO ITALIANO


    FINALMENTE SI EDIFICA E SI FANNO PALAZZI AL QUARTIERE CIAMPINO ( E’ AREA METROPOLITANA QUINDI ORMAI QUARTIERE) IL VERDE SI DIFENDE NELLE CAMPAGNE ABBATTENDO TERZE E SECONDE CASE DI INTELLETUALOIDI CHE VOGLIONO PANORAMINO DAVANTI E CHI SE NE FREGA DEGLI ALTRI. SONO PALAZZI MULTI PIANI QUINDI ECOLOGICI, OGGI L’ANTI ECOLOGISMO E’ FARE VILLE E VILLETTE SU TUTTI I CASTELLI E ZONE LIMITROFE….LE CASE SERVONO, A CHI STA ASPETTANDO 2 VAN CHI SE NE FA DIECI COME HANNO FATTO TANTI SULLE COLLINE DEI QUARTIERI CASTELLANI VANNO DEMOLITE !!!


    • per “progresso” italiano: chi vi paga ? ‘ste fregnacce raccontatele a chi fa la fila la mattina sul raccordo, sulle consolari e aspetta ore gli autobus bloccati negli ingorghi. ah ah
      pd=pdl : mai più

Commenti