Piano Strategico Agroalimentare, avviata la stesura

Tra gli obiettivi: valorizzazione filiera, supporto a nuove imprese, riduzione sprechi alimentari. Da maggio tavoli tematici al lavoro
Redazione - 27 Aprile 2020

La Giunta capitolina ha approvato la Memoria che sancisce l’avvio della stesura del Piano Strategico Agroalimentare di Roma Capitale, tassello cruciale della programmazione delle attività produttive cittadine, già prevista dal  “Piano Strategico per lo Sviluppo Economico e Urbano di Roma”.

Focus quindi sull’agrifood, individuato quale elemento portante per lo sviluppo sistemico del territorio, in risposta alla necessità di definire e declinare una pianificazione di interventi secondo obiettivi, fondata sulla partecipazione di tutti i principali operatori economici locali, nazionali e internazionali attivi in città. Con uno scopo ben preciso: moltiplicare il valore aggiunto di un comparto che – tra agricoltura, silvicoltura e pesca – lo scorso anno, nella Città Metropolitana,  ha raggiunto circa 546 milioni per un totale di 15.806 occupati, secondo le recenti stime dell’Assessorato allo Sviluppo Economico di Roma Capitale.

Il Piano Strategico Agroalimentare, diretto a valorizzare tutta la filiera di settore – dalle fasi di coltivazione e allevamento a quelle di produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione – va di pari passo con la definizione di una food policy per Roma, per concorrere al raggiungimento dell’obiettivo “Fame Zero” nel mondo, fissato dal World Food Programme entro il 2030. S’inserisce inoltre nel quadro di tutti i programmi di settore europei, nazionali, regionali e di ecosistema.

Diverse e mirate le azioni cui dare impulso nel Piano: valorizzazione della filiera agroalimentare estesa e della filiera corta, accesso alle risorse primarie per la produzione, supporto a nuove imprese agricole, con particolare riguardo all’imprenditoria femminile e giovanile, promozione delle specificità territoriali, consolidamento dei sistemi di etichettatura territoriale e sperimentazione della tracciabilità di filiera. Ma anche riduzione degli sprechi alimentari tramite iniziative di recupero e redistribuzione delle eccedenze, utilizzo del suolo votata allo sviluppo sostenibile, alla valorizzazione del paesaggio e delle forme di “multifunzionalità” quali l’agricoltura terapeutica, l’inserimento di soggetti fragili nelle attività di riferimento e gli “agri-nido”.

Un’attenzione speciale, infine, sarà data alla messa a punto di strategie di contrasto dei fenomeni di degrado della terra, come l’impermeabilizzazione, il dissesto, l’erosione, la desertificazione.

“La necessità di una pianificazione puntuale dell’agroalimentare risponde a precise esigenze del comparto cittadino, nell’intera area metropolitana, cui stiamo lavorando da tempo con tutte le rappresentanze coinvolte. L’imperativo è quello di mettere a sistema la produzione, per accrescere il valore dell’intero settore, che passi sia per la produzione dell’eccellenza locale, con l’attribuzione di marchi di qualità, sia per un lancio promozionale strutturato che ne aumenti visibilità e competitività all’esterno. Roma in questo senso è una dimensione viva e fibrillante, con un alto potenziale sia di filiera che di mercato in termini duali e simmetrici tra consumo e produzione di cibo. Si consideri anche che, stando alle proiezioni di sviluppo, entro il 2050 le città saranno chiamate a garantire i diritti fondamentali dei cittadini, perché ospiteranno i due terzi della popolazione mondiale. E’ una sfida che vogliamo assolutamente vincere, perché parla della crescita virtuosa della Capitale”, afferma Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

“Delineare una strategia condivisa sul rapporto della città con il ‘cibo’ inteso come sistema complesso dalla produzione alla trasformazione e vendita dei prodotti, significa occuparsi non solo del diritto fondamentale alla nutrizione della salute ma anche delle relazioni tra città e campagna, del paesaggio nelle città, del valore sociale della produzione, dei rapporti all’interno delle filiere, dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente e la pianificazione delle aree verdi, della rigenerazione degli spazi, delle pratiche inclusive e di solidarietà. E’ il momento di pensare allo sviluppo di luoghi e spazi dedicati alla ricerca, all’innovazione, alla creazione di ecosistemi di saperi che favoriscano lo scambio di pratiche e il trasferimento tecnologico per sfruttare al massimo il patrimonio di conoscenze e ricerche, di enti pubblici e privati, associazioni di categoria e stakeholder territoriali, che formano un vasto sistema che deve essere valorizzato”, dichiara l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori.

Nell’ottica della necessaria condivisione con tutti gli stakeholder e attori della dimensione agricola, l’Ufficio di Scopo Progettazione e Innovazione Economica Urbana costituirà gruppi di lavoro con università, associazioni di categoria, enti di ricerca, operatori economici e partner tecnici, che si riuniranno in tavoli tematici di confronto, in vista di un town-meeting in modalità online che si terrà entro il mese di giugno, ai fini dell’ elaborazione di un documento di sintesi dell’intera iniziativa, che sarà redatto entro luglio 2020.

I tavoli tematici, che saranno operativi già dal mese di maggio, stabiliranno le aree di intervento prioritarie per la definizione delle linee guida strategiche e la food policy di Roma,  anche in relazione all’emergenza Covid-19.

Questi i focus dei gruppi di lavoro:

–        – mercato: individuazione dei principali driver del consumo alimentare (prezzo, qualità, potere nutrizionale);

–        – distintività: definizione degli elementi caratteristici della “romanità in tavola”;

–        – salvaguardia: sostegno alle filiere agricole tradizionali, al ricambio generazionale e supporto per la continuità e lo sviluppo della filiera corta;

–       – cibo del futuro: nuove tecnologie di trasformazione dei prodotti alimentari, utilizzo delle proteine vegetali e conseguente rivisitazione delle specialità tradizionali di Roma.


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