Precisazione dovuta – Attenti all’oca in pentola – Tanto rumore per nulla – Coniare moneta per rimetterci

Fatti e misfatti di novembre 2013
Mario Relandini - 9 Novembre 2013

Precisazione dovuta

“Palle d’acciaio io ? – ha tenuto a precisare il “premier” Enrico Letta – Mai detto”.

Mai detto giustamente ha commentato qualcuno la precisazione.

Attenti all’oca in pentola

“Berlusconi – si sta assistendo in questi giorni – parla con Alfano, tutto sembra risolto, ma poi intervengono i falchi e tutto ritorna al via. Il giorno dopo parla con Fitto, tutto sembra risolto, ma poi intervengono le colombe e, anche in questo caso, tutto ritorna al via”.

Un gioco dell’oca, insomma, sempre più monotono quanto bambinescamente irresponsabile. Che poi, alla fine, rischia di concludersi con pesanti conseguenze dirette per il Pdl-Forza Italia (e questi sono fatti loro) ma anche con conseguenze indirette per il Paese (e questi sono fatti di tutti). Berlusconi, i falchi e le colombe, comunque, farebbero bene a non trastullarsi ancora troppo con questo monotono e bambinescamente irresponsabile gioco dell’oca perché gira che ti rigira – come dovrebbero sapere – l’oca, alla fine, va a bollire sempre in pentola.

Tanto rumore per nulla

“Andrà a votare per le “primarie” del Pd – secondo l’ultimo sondaggio di “Demopolis” per il sito de “L’Espresso” – solo il 16% degli iscritti al partito contro il 73% che diserterà e l’ 11% che ci sta ancora pensando”.

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Andranno ai “gazebo” con sicurezza, quindi, appena tre iscritti su dieci. Ma allora, tra tesseramenti gonfiati e dichiarazioni al veleno fra i quattro candidati alle “primarie”, tanto rumore per nulla?

Coniare moneta per rimetterci

“La Zecca dello Stato – secondo una mozione presentata da “Sinistra Ecologia Libertà” – avrebbe coniato, dal momento dell’introduzione dell’euro ad oggi, più di sette miliardi di monete da uno, due e cinque centesimi per un costo complessivo di 362 milioni di fronte ad una valore nominale di 174 milioni”.

Per coniare monete di un valore nominale di 174 milioni, insomma, la Zecca dello Stato ne avrebbe spesi 188 in più. Con questo assurdo: ogni moneta da un centesimo le costerebbe quattro centesimi e 50, ogni moneta da due centesimi cinque centesimi e 20, ogni moneta da cinque centesimi cinque centesimi e 70. E dire che gli italiani, già da tempo, delle monete, specialmente da uno e da due euro, non sanno più che cosa farsene.


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