Prendi i soldi e scappa

Il “moderno” obiettivo di Bonomi è sempre quello
Aldo Pirone - 30 Luglio 2020

Carlo Bonomi

Il Presidente della Confindustria Bonomi non lo smuove niente. Da quando è stato disgraziatamente eletto – disgraziatamente per gli industriali e per gli italiani -, continua a ripetere imperterrito la stessa musica contro il governo: non è pronto, non decide, è tardo in tutti i sensi.

Conte ha appena portato a casa un successo politico e finanziario dall’Europa, ma il Presidente della Confindustria non è contento. Già lo incalza chiedendogli perché a una settimana dal ritorno da Bruxelles non siano pronte le riforme per ricevere i soldi europei. Lo dice a Rita Querzé in un’intervista di lunedì scorso sul “Corriere della sera”. Bonomi, come suo solito, è un profluvio di scontentezze. E ne ha ben donde. Vorrebbe decidere lui con lor signori come impiegare i finanziamenti in arrivo. Anche sui prossimi 25 miliardi di scostamento del Bilancio, se andranno in porto, il giudizio bonomiano è tranchant: “25 miliardi per distribuire altre risorse a pioggia”. Lui non contesta la pioggia, vorrebbe solo che le gocce cadessero tutte o quasi nell’orto padronale. Come il temporale Irap la cui abolizione, per l’appunto, del saldo 2009 e acconto 2020, è caduta a pioggia su tutte le aziende e lavoratori autonomi senza distinzione alcuna fra chi ha avuto una riduzione di entrate e chi no.

Ma c’è un passaggio nell’intervista che ne rivela l’etica imprenditoriale, non proprio come quella protestante di Max Weber. La Querzé chiede a Bonomi: “Confindustria ha criticato l’interventismo statale. Ma, a partire dall’Ilva, mancano all’appello imprese private che si facciano avanti”. Risposta “Per la verità proprio nel caso di Ilva un’impresa privata c’era, i Riva, che sono stati estromessi”. Poveracci questi Riva! Hanno fatto enormi profitti a spese della salute dei lavoratori e dei cittadini (i bambini) di Taranto e la magistratura gliene ha chiesto pure conto.

Ma al di là di queste quisquilie il pensiero di Bonomi sull’intervento dello Stato è chiaro, lampante, solare: “Comunque in generale, – dice – quello che ci preoccupa non è l’ingresso dello Stato in una fase di crisi come questa. A due condizioni però: che sia temporaneo e che si lasci la gestione ai privati”. Ovvero: dateci i sodi e levatevi di torno.

Insomma, in parole più semplici il “moderno” obiettivo di Bonomi è sempre quello: “Prendi i soldi e scappa”.

 

Aldo Pirone


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