

Fatti e misfatti di novembre 2013
Primarie Pdl 1
“Leggo con stupore – ha quasi pianto il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi – le dichiarazioni di Alfano”.
Ma a quali terribili dichiarazioni di Alfano si riferiva? A quelle secondo cui, per scegliere il prossimo candidato “premier”, sarebbero necessarie le “primarie”. Orribile bestemmia, infatti, per chi, prima di entrare nel partito di Silvio Berlusconi, ha lasciato fuori dalla porta il concetto e la pratica di democrazia. E continua a reggere, senza imbarazzo alcuno, lo strascico del suo re assoluto Silvio primo da Arcore.
Primarie Pdl 2
“Le “primarie” – aveva detto, il 23 novembre dello scorso anno, Mara Carfagna – sono un passaggio irrinunciabile di quel percorso verso la pulizia del partito che ci chiedono a gran voce i nostri elettori e del quale tutti noi dirigenti del Pdl sentiamo l’esigenza da tempo”.
Ma che cosa è successo a nemmeno un anno di distanza? E’ successo che a Mara Carfagna, quando sente parlare di “primarie” nel Pdl, viene l’orticaria. Ma come mai? Perché meglio non incamminarsi più verso la pulizia del partito? Perché agli elettori Pdl non gliene importa più in fico secco? Perché lei e tutto il resto dello stormo dei “falchi” non ne sentono più l’esigenza avvertita un tempo da tempo? Chissà. E chissà se uno dei “capistormo” dei “falchi”, Raffaele Fitto, riuscirà mai a spiegare, da parte sua, la stessa propensione all’orticaria quando, esattamente un anno fa, dichiarò solennemente, al settimanale “Panorama”, un perentorio “ripartiamo dalle “primarie”. Chissà, certo. A meno che Mara Carfagna e Raffaele Fitto – come anche altri ex fautori delle “primarie” pdl quali Daniela Santanché, Giancarlo Galan e Michaela Biancofiore – abbiano equivocato sulla “F.I.” per la quale sta lavorando Silvio Berlusconi: non Forza Italia, cioè, ma Forza Incoerenti”.
Il doppio Pd in Emilia Romagna
“Quando la Magistratura, scoperto lo scandalo delle “spese folli” alla Regione Emilia Romagna, ha indagato per peculato i capigruppo di tutti i partiti – come è stato possibile constatare – si è prontamente dimesso, pur dichiarandosi senza alcuna macchia, il solo capogruppo Pd Marco Monari”.
Onore e rispetto, quindi, al capogruppo Pd Marco Monari. Non altrettanto, invece, al Governatore Pd, Vasco Errani, il quale – stando ad una notizia pubblicata da “Il Fatto quotidiano” – invece di scrivere a tutti i gruppi consiliari di comportarsi correttamente almeno in futuro, avrebbe scritto, ai deputati del suo partito, di far passare una norma che abolisca prontamente i controlli, oggi previsti, della Corte dei Conti. Se così fosse davvero, allora, si confermerebbe che il Pd, oggi, è diviso anche su questo: di qua quelli di rigidi costumi, di là quelli di costumi più che disinvolti. Perfino in Emilia-Romagna.
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