Primo sì a Renzi – Mattarella e Ban Ki-moon -“A seconda”- Se Raffaele ci ripensa – Gerardo fuori luogo

Fatti e misfatti di aprile 2015
Mario Relandini - 29 Aprile 2015

Primo sì a Renzi

“Il “premier” Renzi – oggi pomeriggio alla Camera – ha incassato il primo voto di fiducia sulla nuova legge elettorale”.

Hanno dato il loro sì, anche, una cinquantina di quella cosiddetta “Area riformista” pd i quali, fino a ieri, avevano garantito sfracelli. “Per responsabilità politica”, hanno spiegato. E, se fosse stato proprio e soltanto così, onore al merito. Ma resta il dubbio: non è che abbia giocato il suo ruolo, anche, l’ammonimento renziano ” o si vota la legge o si va tutti a casa”? Tutti a casa, cioè, senza più lo scranno sotto le terga, senza la garanzia di rimettercele domani e – non da poco – senza avere ancora maturato il dovuto per “legislatio interrrupta”.

Mattarella e Ban Ki-moon

“Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon – incontratisi durante un convegno in Vaticano – si sono dichiarati d’accordo sulla necessità di colpire duramente i trafficanti di esseri umani e sulla opportunità che Europa e istituzioni internazionali non lascino sola l’Italia”.

Poi, però, nessun accenno a che cosa fare, come e quando. “Lieto – si sarà congedato il Presidente Mattarella dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon – lieto di averla incontrata”. “Lieto – avrà risposto lui – lieto anch’io”. Poi tutti e due a casa. E, intanto, la propria casa continuano ad essere costretti a lasciare decine e decine di migliaia di disperati, a salire sui barconi dei trafficanti di esseri umani e a rischiare di morire – o morire – in fondo al Mediterraneo. L’importante, però, è che si salvi la diplomazia.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

“A seconda”

Dar Ciriola

“Se quello che sta facendo Matteo Renzi lo avesse fatto Silvio Berlusconi – ha sparato un nuovo colpo l’ex “premier” Enrico Letta – saremmo scesi in piazza”.

Certamente sì. Ma forse Enrico Letta “stai sereno” non ha capito che Silvio Berlusconi è una cosa e Matteo Renzi un’altra. E che le piazze si riempiono o restano deserte “a seconda”.

Se Raffaele ci ripensa

“Il dissidente “forzista” Raffaele Fitto, in Puglia, ha riaperto il dialogo con il suo partito e con le altre forze del centrodestra per cercare di ricompattare la coalizione – ha detto – e provare a vincere sul centrosinistra”.

Che cosa è successo, nelle ultime ore, a Raffaele Fitto? E’ stato folgorato sulla via della Regione, è caduto dal cavallo dei suoi pantaloni e ha recitato il “mea culpa”? Difficile crederlo, dato il suo spirito inossidabile di pagano antiberlusconiano. E allora? Allora, verosimilmente, avrà fatto meglio i suoi conti e avrà capito che sarebbe stato più conveniente, per lui, non correre solo. Ma cercare un accordo che gli garantisse più “chances”. Salvo poi, a regionali concluse, tornare a fare la guerra all’interno di “Forza Italia”. Perché quello è lui, quello è Silvio Berlusconi, quella è “Forza Italia”.

Gerardo fuori luogo

“Tu – si è rivolto alla senatrice “grillina” Paola Taverna il candidato pd al Consiglio comunale di Casalnuovo, Gerardo Giannone – tu sei il femminile di uno zoccolo (anche se lui lo ha detto proprio al femminile)”.

Ma, se questo è il linguaggio del candidato Gerardo Giannone, perché militare nelle file del Pd? Starebbe meglio, più coerentemente, nel “Movimento 5 stelle e 5000 insulti” di “Beppe il vaffa”.


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