Quel dramma di Tortora che dà fastidio a qualcuno – Contrapposizioni sterili – Bruxelles e i “water”

Fatti e misfatti di ottobre 2013
Mario Relandini - 31 Ottobre 2013

Quel dramma di Tortora che dà fastidio a qualcuno

“Il documentario “Tortora, una ferita italiana” – ha deciso la direzione artistica del “Roma film festival” – non va selezionato per l’ottava edizione che inizierà, nelle sale dell’Auditorium, l’8 novembre prossimo”.

Il motivo? Scarsa qualità del documentario. Qualcuno, però, ha malignato: eccessiva critica nei confronti di certa Magistratura. Contro l’esclusione, comunque, si è subito levata una protesta trasversale: Pd, Pdl e radicali , infatti, hanno allora proposto, alla Presidente della Camera Laura Boldrini, che la pellicola venga proiettata in anteprima a Montecitorio. Verrà dunque proiettata almeno lì? La Presidente Boldrini non si è ancora pronunciata. L’augurio è che nessuno, magari, metta le manette anche a lei.

Contrapposizioni sterili

“Per combattere più incisivamente l’evasione – ha proposto il Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni – occorrerebbe limitare ulteriormente l’uso del denaro contante”. “Assolutamente no – gli hanno replicato il vicepremier pdl Angelino Alfano e il viceministro pd Stefano Fassina – perché un provvedimento così ridurrebbe ulteriormente i consumi”.

Una contrapposizione, per buona parte dei cittadini, più però sul piano teorico che sul piano pratico. Nell’ un caso e nell’altro, infatti, il presupposto è che ci siano soldi da spendere oltre a quelli per il pane, per il latte, per le verdure, per le medicine, per l’affitto e per le tasse. E, alle volte, non ci sono neppure quelli.

Bruxelles e i “water”

“Gli scarichi degli orinatoi, ma anche gli scarichi e le “sedute” dei “water” – ai sensi di un decreto varato dall’Unione europea – dovranno avere una regolamentazione comune e comunitaria”.

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Troppo impegnativo occuparsi di una politica, di una economia, di una legislazione, di una difesa militare, di una sanità comuni e comunitarie, ecco che Bruxelles non ha trovato di meglio che occuparsi dei cessi europei. Fino a raggiungere, con fatica, una regolamentazione tanto attesa dai cittadini dell’Unione. Un’altra “chicca”, insomma, come quella di alcuni anni fa, quando Bruxelles si dedicò ai cetrioli per decretare quale dovesse essere il massimo della loro curvatura. Sarà interessante conoscere, per chi non lo conoscesse, che, a Bruxelles, sono stipendiati 36 mila dipendenti, in una settantina di uffici, per un costo annuale di quattro miliardi di euro. Alla prossima.


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