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Quel “grande” di Letta – Le marce di Silvio – “Cinque stelle” di violenza – Più delle Istituzioni poté la “carbonara”

Fatti e misfatti di ottobre 2013

Quel “grande” di Letta

“Con 235 voti a favore e appena 70 contrari – è stato l’atteso responso del Senato – il “premier” Enrico Letta ha ricevuto il consenso per proseguire con il suo Governo”.

Come 235 voti a favore e appena 70 contrari? E tutti quelli contrari che sarebbero dovuti arrivare dal Pdl fedele a Berlusconi? Non sono arrivati perché proprio Berlusconi, sovvertendo una decisione presa con il suo gruppo appena poco prima per votare no, è intervenuto brevemente nel dibattito per annunciare il seppure sofferto sì. Lasciando di stucco i pd, i suoi “infedeli”, ma soprattutto i suoi fedeli. Un rispensamento responsabile all’ultimo secondo? Una presa d’atto che, anche senza il suo “ok”, il “premier avrebbe avuto ugualmenete la maggioranza dei consensi e, quindi, tanto valeva recitare la parte del buono? Una tattica dai risvolti ancora oscuri? Con Berlusconi tutto è stato, tutto è e tutto sarà sempre possibile. Lui è stato, è e sarà sempre un personaggio da “colpi di teatro”. Tanto da strappare l’applauso, questa volta, perfino ad Enrico Letta il quale, subito dopo l’inatteso annuncio del Cavaliere per il sì, si è rivolto al suo vice Angelino Alfano e, sorridendo, gli ha sussurrato: “E’ un grande”. Con ammirazione o con ironia?

Le marce di Silvio

“La mia – ha dichiarato, per spiegare il sì del Pdl all’ultimo momento, Silvio Berlusconi – non è stata una marcia indietro”.

Ma come? Se fino a poco prima aveva concordato, con i suoi, il no ad Enrico Letta? A Silvio Berlusconi, evidentemente, nessuno ha mai spiegato come si muovono le marce: dalla prima alla marcia indietro. Per fortuna che le sue “fuoriserie” non le guida lui, ma il suo autista.

“Cinque stelle” di violenza

“Quando la “5 stelle” dissidente Paola De Pin ha fatto sapere che avrebbe votato la fiducia al Governo Letta – ha raccontato lei stessa in lacrime – uno del “Movimento” (sembra il capogruppo Gianluca Castaldi) le avrebbe urlato: “Ti aspettiamo fuori, brutta venduta””.

Ennesima testimonianza che il rispetto per le persone, per la democrazia, per le Istituzioni non sono il forte non solo di Beppe Grillo, ma anche dei suoi accoliti.

Più delle Istituzioni poté la “carbonara”

“A mezzogiorno in punto – come hanno potuto constatare quanti stavano seguendo le importanti e delicate vicende nell’aula del Senato – la Rai ha interrotto i servizi da studio e da Palazzo Madama per lasciare spazio alla “Prova del cuoco” di Antonella Clerici”.

Per la presidente della Rai e per il suo direttore generale, evidentemente, le delicate vicende legate alle Istituzioni e alla vita democratica del Paese sono meno importanti di una rozza “carbonara” e delle ricette di qualche cuoco amico di Antonellina.

 


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