Quel pernacchio alla Corte Costituzionale – “Dante chi?” – Cinquecento milioni per farci che cosa?

Fatti e misfatti di agosto 2015
Mario Relandini - 9 Agosto 2015

Quel pernacchio alla Corte Costituzionale

“La Costituzione – all’articolo 97 – sancisce che agli impieghi pubblici si acceda mediante concorso. Ma l’Agenzia delle entrate, da quando è nata nel 2001, di concorsi non ne ha indetto neppure uno e, così, due terzi della sua dirigenza sono stati promossi, senza procedure pubbliche, a discrezione dei capi”.

La Corte Costituzionale, anche se con 14 anni di ritardo, ha dunque giustamente sentenziato – nel marzo scorso – che i dirigenti così illegalmente promossi dovessero essere considerati decaduti. Sono decaduti? Nemmeno per sogno. Il Governo, anzi, ha già fatto approvare, in Commissione al Senato, un emendamento alla legge sugli Enti locali con cui, serenamente, si sterilizza la giusta sentenza della Corte Costituzionale. Con il risultato che i dirigenti da far decadere rimarranno invece ai loro posti, e con i loro stipendi, finché, fra un anno e mezzo, verrà finalmente indetto il primo legittimo concorso pubblico. Un contribuente così, se commette anche un minimo errore, viene perseguitato dall’Agenzia delle entrate. Ma l’Agenzia delle entrate, se viola la Costituzione, non viene perseguitata da alcuno. Viene aiutata, anzi, a sopravvivere nella illegalità. C’è da chiedersi, ancora una volta, ma che Paese è l’Italia?

Matteo Renzi press conference, Rome“Dante chi?”

“Mi piacerebbe che il Pd uscisse in settembre – si è così espresso, nella riunione della Direzione, il segretario del partito e “premier” Renzi – con un “masterplan” per il Sud”. E ancora: “D’ora in poi, sul Sud, l’ “hashtag” deve essere “mezzogiornozerochiacchiere””.

“Masterplan”? “Hashtag”? Ma come parla Matteo? E perchè? Perchè non vuol farsi capire dalla gente e, quindi, non deve rendere conto di quanto annunciato e poi non realizzato? Oppure perché, usando termini tali, si crede più “fico”? Un insulto comunque, e proprio da lui fiorentino, al bell’idioma di Dante. “Dante chi?”

Cinquecento milioni per farci che cosa?

“Il principe saudita Mohammed bin Nayaef starebbe trattando l’acquisto – ancora non si sa se per se stesso o per conto di re Salman bin Abdelaziz al Saud – della berlusconiana Villa Certosa a Porto Rotondo”.

La Sposa di Maria Pia

Ove le trattative andassero a buon fine, Silvio – si mormora – intascherebbe intorno ai 500 milioni. Una bella cifra, indubbiamente, che la villa, comunque, merita. Ma la curiosità è curiosità: come impiegherà Silvio quei 500 milioni circa? Ci costruirà la sua “Altra Italia”? Ci acquisterà, per il suo “Milan”, i giocatori migliori del mondo? Ci pagherà qualche residua pendenza con qualche “olgettina”? Li donerà per chissà quale beneficenza? Ma Silvio è personaggio imprevedibile: chissà, invece, che cosa in realtà ha già in testa.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti