Quella mazzata per Ilda – Quel continuo “Ciao ti dirò” – Quale laurea “honoris causa” per il sindaco Marino? – Il Giubileo inopportuno dell’assessore Improta

Fatti e misfatti di maggio 2015
Mario Relandini - 29 Maggio 2015

Quella mazzata per Ilda

“Silvio Berlusconi – ha motivato la sua sentenza di assoluzione la Corte di Cassazione – non sapeva che Ruby fosse minorenne e l’aveva creduta davvero nipote di Mubarak”.

Una dura mazzata, dunque, per quel pubblico ministero Ilda Boccassini la quale ha dedicato buona parte della sua vita e della sua professione all’accusa di Silvio Berlusconi. Ma può capitare, via. Anche al più bravo dei pubblici ministeri. Non è il caso di suicidarsi.

CelentanoQuel continuo “Ciao ti dirò”

“Adriano Celentano – oltre che autore e interprete di canzoni e predicatore “simil Savonarola” – è anche un simpatizzante dichiarato di partito. Simpatizzante, però, poco fedele: da Berlusconi a Grillo, da Grillo a Renzi e, ora, da Renzi a Salvini”.

“Ciao ti dirò”, dunque, Adriano Celentano non lo canta solo ai microfoni dei suoi concerti: lo sta cantando, ormai, a più della metà dei partiti. Applausi.

Quale laurea “honoris causa” per il sindaco Marino?

“Il sindaco Ignazio Marino non è a Roma – da qualche giorno – perché impegnato a ricevere, a Philadelfia, una laurea “honoris causa””.

Dar Ciriola

Le cronache, per ora, non hanno specificato laurea “honoris causa” in quale materia. Un fatto dovrebbe essere tuttavia certo: non in “scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione” di una città.

Il Giubileo inopportuno dell’assessore Improta

“Con molto rispetto per Papa Francesco – se n’è uscito l’assessore capitolino alla mobilità, Guido Improta – io sommessamente dico che mi sarei evitato il Giubileo straordinario”.

Il motivo? Perché – come ha creduto di giustificare – non si fa un Giubileo con un sistema di trasporti come quello di Roma. Cioè, invece di rimproverare il Campidoglio per la sua incapacità di dotare la città – Giubileo o non Giubileo – di un efficiente e moderno sistema di trasporti, l’assessore Guido Improta ha rimproverato Papa Francesco per essere invece capace di fare il proprio lavoro. Dalla Santa sede, almeno per ora, nessuna reazione. Forse Papa Francesco starà pregando perché Dio lo perdoni, ma, soprattutto, gli faccia dire meno castronerie e gli faccia fare più cose concrete. E si starà chiedendo, nella sua candida perplessità, come mai invece, subito dopo l’annuncio dell’evento, il sindaco Ignazio Marino aveva pubblicamente gioito e, in particolare, aveva dichiarato che la città sarebbe stata già pronta ad accoglierlo. Improta, allora, o Marino? Bella lotta.


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