Quelle severe sentinelle del voto – L’orgoglio di Angelino – La burocrazia al di sopra di tutto –

Fatti e misfatti di febbraio 2015
Mario Relandini - 1 Febbraio 2015

Quelle severe sentinelle del voto

Dopo l’elezione di Sergio Mattarella nuovo Presidente della Repubblica – soprattutto in “Forza Italia” e nel Pd – sta proseguendo la conta di chi possa avere votato contro le indicazioni del proprio partito”.

Per capire, certo, e darsi una regolata. Ma certo che, nel recarsi a depositare la scheda nell’urna, i parlamentari di “Forza Italia” e del Pd sono stati sottoposti a controlli severissimi e nemmeno tanto discreti. “Siamo stati marcati ad uomo – ha raccontato il pd Marco Di Lello – peggio che ai tempi del “catenaccio” calcistico dell’allenatore Nereo Rocco”. Ma “Forza Italia” il controllo lo ha fatto addirittura sui piedi dei suoi iscritti: “Chi li teneva verso l’uscita – ha conteggiato la fedelissima Jole Santelli – vuol dire che non stava scrivendo sulla scheda bianca e chi invece li girava verso la tavoletta del seggio vuol dire che stava impegnando la sua matita”. Che nemmeno lo spionaggio e il controspionaggio. Ma c’è ancora qualcosa su cui i partiti possano sorprendere?

L’orgoglio di Angelino

Angelino Alfano

Angelino Alfano

“Al “premier” Renzi – ha voluto far sapere orgogliosamente il Ministro dell’Interno e “leader” del “Nuovo Centro Destra”, Angiolino Alfano – ho voluto ricordare che il Governo non è un monocolore pd”.

“Certo – gli avrebbe risposto, secondo alcuni testimoni all’incontro, il “premier” Renzi – certo, Angelino, stai sereno”. Che è tutto un programma.

La burocrazia al di sopra di tutto

La Sposa di Maria Pia

“Quasi metà degli italiani non riesce oggi ad arrivare alla fine del mese – si legge nell’ultimo rapporto appena stilato dall’Eurispes – sette su dieci sono costretti a tagliare su tutto, cinquanta su cento vorrebbero trasferirsi all’estero, quattro su dieci sono favorevoli all’uscita dall’euro”.

Una fotografia impietosa e preoccupante, dunque, che viene a smentire tanti ottimismi soprattutto del Governo. Anche se, a causare le difficoltà maggiori per l’economia, l’Eurispes indica, nel suo rapporto, quella burocrazia che, da esecutore, si è progressivamente trasformata in attore, poi in protagonista, poi ancora in casta e, infine, in un vero e proprio potere al pari, se non al di sopra, dei poteri politico, economico, giudiziario, legislativo, esecutivo. “La burocrazia ministeriale – aveva scritto, già nel 1792, il politico e rivoluzionario francese Louis Antoine de Saint-Just – è un mondo di carta e gli uffici hanno preso il posto della monarchia”. Sono dunque trascorsi più di due secoli, da quel 1792, anche la monarchia italiana ha lasciato il posto alla Repubblica, ma lo scritto di Louis Antoine de Saint-Just è ancora purtroppo attuale. Come se fosse stato messo oggi nero su bianco. Come se, dal 1948, non esistesse una Carta costituzionale a fissare una chiara divisione dei poteri. Che però – ecco il punto – la politica ha sempre meno difeso. In parte per incapacità, in parte per convenienza. Ma, se il nuovo Presidente della Repubblica riuscisse a far saltare questo infernale meccanismo, quel 50% di italiani che non lo avrebbero voluto al Quirinale comincerebbero, sicuramente, a volergli addirittura molto bene.

 


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