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Renzi, i sindacati e i magistrati – Come a Porta Portese – Pari opportunità, vergogna Italia

Fatti e misfatti di ottobre 2014

Renzi, i sindacati e i magistrati

“Le leggi – ha lanciato la sfida il “premier “Renzi – non si scrivono con i sindacati, ma in Parlamento”.

Ora, però, i magistrati hanno fatto sapere che, se il Governo dovesse insistere a varare nuove norme di non loro gradimento, sarebbero pronti anche allo sciopero. Sarà interessante conoscere se il “premier” Renzi risponderà loro con lo stesso principio-sfida. Che, cioè, le leggi non si scrivono con i magistrati, ma in Parlamento.

matteo renziCome a Porta Portese

“Quando arrivò la lettera Ue a commento della “Legge di stabilità” – come si ricorderà – il “premier” Renzi disse, con il suo solito sorriso, che, trattandosi alla fine di due miliardi, lui li avrebbe trovati la mattina dopo e amen. La mattina dopo, però, il Ministro dell’Economia, sempre invece più cupo, si mise a fare bene i conti e dovette, sforbiciando a destra e a sinistra, mettere sul piatto altri due miliardi e mezzo. Totale, dunque, quattrro miliardei e mezzo. Con la speranza – come disse – che l’Unione europea potesse accontentarsi e chiudere tutto lì. E si è chiuso? Si sta ancora discutendo”.

Che brutta immagine di trattativa tipo Porta Portese.

Pari opportunità, vergogna Italia

“Secondo l’indice “Gender gap 2014 – pubblicato dal World Economic Forum – l’Italia, quanto a pari opportunità uomo-donna, è passata dal 71° al 69° posto”.

Due miseri punticini nella già degradante classifica. Che vede davanti all’Italia, incredibilmente, perfino Paesi come il Bangladesh, il Kirgstisistan e il Madagascar. E che, come sembra, dovuto soltanto ad un maggior spazio ottenuto, dalle donne italiane, nel Parlamento e nel Governo. Con il fischio, cioè, nella società civile e nel mondo del lavoro. Il solito dunque: prima la politica, il resto poi si vedrà. Con calma.

 


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