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Roma riscopre il Parco Archeologico del Celio e la Forma Urbis

Un parco e un museo riconsegnano ai cittadini importantissimi frammenti della Roma Imperiale non visibili da quasi un secolo

Roma, spesso immobile e assonnata, quando propone qualcosa di nuovo stupisce sempre, soprattutto se mette in mostra la propria storia millenaria.

E’ stato inaugurato giovedì 11 gennaio 2024, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce e dell’assessore alla Cultura Miguel Gotor, il Parco Archeologico del Celio con il nuovo Museo della Forma Urbis

Così Roma riscopre la Forma Urbis, la mappa marmorea voluta da Settimio Severo e realizzata fra il 203 e il 211 d.C, un capolavoro nascosto agli sguardi da ormai cento anni. E in un colpo solo la capitale si riappropria anche di un parco archeologico chiuso da decenni, che sarà a ingresso libero, arricchito dell’esposizione di materiali epigrafici e architettonici raccolti nelle campagne di scavo della Roma post unitaria. Conservati nei locali dell’ex Antiquarium Comunale del Celio, chiuso nel 1939 a causa dei danni arrecati alla struttura dai lavori della metropolitana, questi marmi in molti casi vengono esposti per la prima volta. Il tutto in attesa che lo sblocco dei fondi del Giubileo consenta la trasformazione dell’ottocentesca Casina del Salvi in una splendida caffetteria, e annesse aule studio, con vista sul Colosseo.

Nel museo, ricavato in un’ex palestra della GIL, sono esposti buona parte dei frammenti rimasti (circa il 10% rispetto al totale) della Forma Urbis, la mappa incisa su 235 mq di marmo per rappresentare con precisione, e celebrare, i 13 milioni di mq di strade, palazzi e monumenti della Roma Imperiale.

Anche se in antichità era stata pensata per essere esposta in verticale, la Forma Urbis campeggiava sulla parete di un’aula del Tempio della Pace, oggi l’allestimento moderno ha ideato per i frammenti marmorei rimasti una collocazione sul pavimento. In una scenografica sala ricoperta di vetri, su cui è possibile camminare, si possono ammirare i marmi, chiusi nei magazzini dal 1924, che ci raccontano la reale conformazione dell’antica Roma.

Il museo (a pagamento) è aperto dal 12 gennaio tutti i giorni, tranne il lunedì, così come il parco (gratuito) ricco di marmi e dotato di qualche panchina. Per la caffetteria, invece, bisognerà attendere il prossimo anno.

Per informazioni: www.sovraintendenzaroma.it


Foto Federico Ridolfi

Macelleria Colasanti

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