Rosy la volpe – Nelle mani di Esculapio – “Vecchie glorie” sì e no

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Mario Relandini - 18 Dicembre 2013

Rosy la volpe

“L’esclusione dalla nuova Direzione del Pd – ha dichiarato l’ex presidente del partito, Rosy Bindi – è stata una scelta mia”.

“C’era una volta una volpe – ha lasciato scritto, nel sesto secolo avanti Cristo, il favolista greco Esopo – furba e presuntuosa. Un giorno, spinta dalla fame… trovò una vigna dagli alti tralci. “Ecco – disse – qualcosa di prelibato. Tentò di saltare, spingendo… con quanta forza aveva in corpo, ma nulla… Dopo un breve riposo riprese a saltare, ma dopo alcuni balzi, non potendo neppure toccare l’uva di quegli alti tralci, mestamente si allontanò dicendo: “Pazienza: non è matura, non mi va di spendere troppe energie per un frutto così acerbo”. Rosy Bindi, la furba e presuntuosa volpe esopiana del 2013 dopo Cristo.

Nelle mani di Esculapio

“Per salvare il Lazio dall’immenso buco della sanità è stato chiamato – dal Consiglio dei Ministri – il dottor Renato Botti”.

Ma, per chi non lo sapesse, il dottor Renato Botti è noto per essere stato il “braccio destro” di don Luigi Verzé, nella gestione del “San Raffaele” di Milano, proprio mentre quell’ospedale, debito dopo debito, è precipitato in un clamoroso crac finanziario. Perché, allora, proprio lui? Proprio lui con quel “curriculum” da paura? A meno che, fuori da Palazzo Chigi, Matteo Renzi abbia ancora meno ascolto e meno potere di quel Roberto Formigoni, in questo caso specifico, gran protettore di quel dottor Renato Botti già gran “braccio destro” di quel don Verzé già gran affossatore amministrativo del “San Raffaele” di Milano. Non resta che affidarsi, allora, che al semidio greco della medicina Esculapio. Nel 291 avanti Cristo fu invocato per salvare Roma da una terribile pestilenza. Oggi potrebbe essere invocato per salvare la sanità del Lazio, magari, dal dottor Renato Botti.

“Vecchie glorie” sì e no

“Al prossimo “Festival di Sanremo” che prenderà il via il 18 febbraio – ha annunciato Fabio Fazio il quale ne sarà il conduttore insieme con Luciana Littizzetto – non ci saranno le solite “vecchie glorie””.

Nell’augurarsi che questa sia alla fine una buona cosa, tuttavia una domanda: ma non sono “vecchie glorie” anche lui e la Luciana? A meno che il “Festival di Sanremo” per loro vada ancora bene perché solo vecchi e non anche glorie.


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