

Fatti e misfatti di settembre 2013
Saccomanni di crisi o di Governo?
“L’aumento dell’Iva dal primo ottobre – ha ripetuto, sia al Presidente della Repubblica sia al Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni – è, data la situazione dei conti pubblici ulteriormente aggravatasi, ormai irrinunciabile. E’ così e non accetterò più alcun compromesso. Pronto a dimettermi”.
Come andrà, allora, a finire? Male, in ogni caso, molto male. Perché, se i partiti della maggioranza dovessero insistere per il no all’aumento, l’aumento non ci sarebbe, ma ci sarebbero le dimissioni del Ministro Saccomanni e si aprirebbe una crisi di Governo dalle prospettive più nere. Se invece dovesse in qualche modo passare il sì all’aumento, l’aumento ci sarebbe, ma ci sarebbe l’uscita del Pdl dal Governo e si aprirebbe ugualmente una crisi dalle prospettive più nere. A meno di un provvidenziale tocco di bacchetta di qualche però improbabile Mago Merlino. O di un intervento pietoso del buon Padre Pio.
Questa drammatica partita a scacchi
“Guglielmo Epifani di qua e Silvio Berlusconi di là – stanno dimostrando, sempre più chiaramente, parole e fatti – sono lì che aspettano, però, che sia l’altro a fare “scacco matto”, quanto prima, al Governo Letta”.
Un fatto molto triste e preoccupante, questo, perché è la testimonianza che i due maggiori partiti italiani tradizionali, con l’intenzione di distrarre gli italiani dai propri enormi seppure diversi problemi, non mostrano di preoccuparsi delle conseguenze, economiche e politiche, che quello “scacco matto” provocherebbe al Paese. Il “premier” Enrico Letta sta muovendo, certo, i suoi “alfieri” in difesa. E il Capo dello Stato sta cercando di riportare tutti alla ragione e al senso di responsabilità dall’alto della sua autorevole “torre” del Quirinale. E’ una delle partite a scacchi più drammatiche dal dopoguerra. La speranza è che i “cavalli” crisaioli finiscano per essere “mangiati”.
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