Se il campo rom di Salone si allarga, la stazione che fine farà?

Turbolenta seduta del Consiglio in VIII municipio il 26 gennaio. Tre consiglieri si dimettono dalla commissione Sicurezza

Lunedì 26 gennaio 2009 si è svolto un Consiglio Municipale che, seppur convocato per un diverso ODG, è stato incentrato sul tema degli insediamenti di nomadi nell’VIII Municipio. Gli esiti di tale Consiglio appaiono davvero grotteschi. 
I Consiglieri Municipali del PD hanno chiesto chiarimenti al presidente Lorenzotti per le dichiarazioni, da lui rilasciate a "Il Tempo" (fai clic qui) e riprese da altre testate come "il Messaggero" (– scarica il pdf da qui)" e La Repubblica, che aprivano a nuovi insediamenti di persone nomadi nel Municipio VIII, dove già oggi è ubicato un largo insediamento regolamentato, quello di via di Salone. Confermato anche dal Prefetto alla fine della seduta del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, come riportato in quest’articolo de "il messaggero" del 29 gennaio, che i campi rom esistenti – anche Salone quindi – saranno adeguati per ospitare i nomadi degli insediamenti abusivi. Il Presidente del Municipio Lorenzotti non era in aula.
Il Consigliere Mastrangeli, a seguito di un breve colloquio informale con lo stesso Presidente, che ha parlato NON di nuovi campi ma di un allargamento a 1000 – 1100 nomadi del Villaggio della Solidarietà di Salone, si è autosospeso dalla Commissione Sicurezza, poiché il Presidente della stessa commissione Vendetti (PDL) aveva messo a verbale nella precedente riunione la garanzia che non un nomade in più sarebbe arrivato in Ottavo. 
 
Il Capogruppo del PD Scorzoni, come si legge in una sua nota,  il Consigliere Rossi e il Capogruppo della Sinistra Arcobaleno Daniele Grasso hanno scelto la via più netta delle dimissioni da una commissione che, evidentemente, non conta nulla ed ormai risulta svuotata dei suoi poteri.  
Vendetti dopo  una "visita" al "primo piano" del Municipio, dove sono ubicati gli ufficici di Presidenza, ha preso la parola dicendo che per coerenza continua a lavorare da Presidente della Commissione, sebbene ben 3 commissari si siano dimessi ed uno si sia autosospeso. Ha anche dichiarato di non condividere affatto la linea che sta emergendo, ma che non può opporsi all’amministrazione Comunale. Siamo difronte al paradosso per cui la Destra che aveva vinto le elezioni nei quartieri del Prenestino e Collatino scagliandosi contro lo spreco di denaro del Villaggio di Salone, ventilandone la possibilità della rimozione, oggi considera un fatto positivo o quantomeno ineluttabile l’allargamento di quel Villaggio a circa 1.100 – 1.200 unità. A questo punto è necessario sottolineare quale fosse la posizione del centrosinistra in merito: 1. dislocazione di piccoli villaggi della solidarietà su scala regionale, per una più tranquilla gestione delle tematiche legate alla presenza di nomadi; 2. equità di distribuzione della responsabilità di accoglienza che grava su tutta la città e che, pertanto, NON PUO’ chiedere al Municipio VIII di farsi carico di altre presenza, poichè i 650 nomadi di Via di Salone sono già una comunità molto larga rispetto alle medie cittadine; 3. un numero ragionevole di nomadi accolti in un Villaggio è garanzia di condizioni di maggiore vivibilità, di veri e propri percorsi di integrazione e scolarizzazione, di una limitazione delle possibilità di produzione di reati, a tutela delle persone oneste, siano residenti o inquilini del villaggio stesso; 4. sgomberi degli insediamenti abusivi spontanei. La squadra di governo del Municipio delle Torri non ha dato grande dimostrazione di saggezza in merito alla problematica della sicurezza in tal senso. Unitamente al presidente della commissione sicurezza molti altri consiglieri di maggioranza non condividono questa scelta. 
Occorre ricordare, infatti, che pochissimi anni fa il citato campo nomadi contava circa il triplo di rom e per questo i quartieri limitrofi soffrivano l’alto tasso di criminalità ed illegalità. 
Infatti venne chiusa, per motivi di ordine pubblico, anche la stazione di Salone. 
Solo per il prossimo 23 febbraio ne è stata dichiarata la nuova apertura, segno del miglioramento della situazione. Oggi, purtroppo, tutto questo sembra destinato ad una inesorabile regressione. Rimane da chiedersi quali siano le sorti della stazione ferroviaria di Salone? Sarà riaperta come annunciato e presto accuserà le stesse sofferenze del passato? I consiglieri dell’opposizione del Municipio delle Torri intanto preannunciano che a giorni nei locali di una scuola della Nuova Ponte di Nona, quartiere Caltagirone, si terrà un consiglio municipale straordinario.

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