Se Massimiliano La Torre e Salvatore Girone fossero stati tedeschi… – Indicativo o condizionale? – Il “rosso” del Pdl

Fatti e misfatti di ottobre 2013
Maria Giovanna Tarullo - 26 Ottobre 2013

Se Massimiliano La Torre e Salvatore Girone fossero stati tedeschi…

“La squadra della polizia investigativa indiana – è giunta notizia da Nuova Delhi – non verrà più in Italia ad interrogare, nell’ambito della vicenda che tiene tuttora detenuti i due “marò” Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, gli altri quattro fucilieri chiamati come testimoni”.

E adesso? Adesso, naturalmente, continueranno intanto ad allungarsi i tempi perché la polizia investigativa indiana ha fatto sapere che esaminerà altre ipotesi per raccogliere quelle testimonianze. Senza fissare scadenze temporali. E, quindi, confermando quanto già da tempo ipotizzato su questo “blog”. Che, cioè, le autorità indiane, per non volersi attirare addosso prevedibili reazioni internazionali con la condanna dei due nostri “marò”, hanno furbescamente trovato il modo, passando da pretesto a pretesto e da “escamotage” ad “escamotage”, per far scontare ugualmente, a Massimiliano La Torre e a Salvatore Girone, una pena – oltretutto – per niente appurata come meritevole. Quale differenza, comunque, con un episodio simile, ma ben più grave, che ha visto protagonisti due militari tedeschi i quali, il 16 marzo scorso, hanno ucciso sicuramente un pescatore indiano del Tamil Nadu. Ebbene, questi due militari tedeschi, infatti, sono tornati liberamente a casa già l’11 settembre. Appena, cioè, sei mesi dopo l’omicidio sicuramente accertato. Sei mesi dopo in confronto ai diciannove mesi già trascorsi in India, per un omicidio del tutto invece presunto, dai nostri due “marò”. C’è da chiedersi, allora, come mai. Ma è un chiedersi tanto per chiedersi. Il fatto è che, mentre la diplomazia tedesca si è comportata con estrema abilità, quella italiana non ha saputo gestire la vicenda fin dall’inizio e, fin dall’inizio, ha soltanto alzato un polverone che non ha giovato ai rapporti con la giustizia indiana. La conferma viene anche dal giovane “leader” dell’opposizione locale nel Kerala il quale ha testualmente dichiarato: “La responsabilità di quanto sta accadendo è responsabilità vostra. I politici del vostro precedente Governo si sono comportati da stupidi… Avevano delle buone argomentazioni giuridiche da far valere… potevano rivendicare con forza regole particolari… invece hanno fatto solo confusione”. Rinnovati complimenti, dunque, all’allora “premier” Mario Monti e agli allora Ministri degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, della Giustizia Paola Severino e della Difesa Giampaolo Di Paola. Rinnovati complimenti dall’Italia, ma anche dall’India.

Indicativo o condizionale?

“La Giustizia – ha detto, intervenendo al Congresso dell’Associazione nazionale magistrati, il primo presidente di Cassazione Giorgio Santacroce – non è uno “show” né un carro di Carnevale”.

Facendo riferimento ad alcuni casi anche recenti, il presidente Santacroce ha fatto bene ad usare l’indicativo o avrebbe fatto meglio ad usare il congiuntivo?

Il “rosso” del Pdl

“Nel bilancio 2012 del Pdl – come pubblicato anche nella “Gazzetta ufficiale” del 9 ottobre scorso – è risultato un “buco” di ben sei milioni di euro”.

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Come mai? Perché moltissimi parlamentari e consiglieri regionali non hanno onorato il pagamento delle quote dovute al partito. Una vera e propria “evasopoli” interna alla quale, ora, è stato chiamato a trovare una soluzione il solito “babbo Silvio”. Solo che “babbo Silvio”, oggi, è così irritato, con il suo Pdl, che potrebbe non avere alcuna intenzione di continuare a comportarsi da “babbo”. Non nel senso, cioè, di Babbo Natale. Ma nel significato che all’espressione viene data nel dialetto milanese: “babbo”, cioè nel significato di stupidotto. Parlamentari e consiglieri regionali pdl, così, potrebbero ritrovarsi davanti all’ingiunzione di sanare la loro evasione. Sperando di non dover trattare con un “Equipdl” più tosta di “Equitalia” e, magari, con un Renato Brunetta meno conciliante di un Attilio Befera.

 

 


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