Silvio uno e due – Questione di democrazia sostanziale – Giardino e salotto – Questione di dignità – Poliziotto e rapinatore

Fatti e misfatti di settembre 2015
Mario Relandini - 29 Settembre 2015

Silvio uno e due

“Silvio Berlusconi festeggerà oggi i suoi 79 anni – nella villa di Arcore – insieme con i suoi cari”.

Un Silvio, dunque, tenero babbo, nonno, fidanzato e amico del barboncino Dudù. Ma nessuno s’illuda. Il giorno dopo – ha annunciato lui stesso – già di nuovo a Roma per incontrarsi con i “suoi” senatori e decidere il comportamento da tenere, tutti insieme, sulla riforma del Senato. Via, insomma, vestaglia e pantofole, coccole e candeline sulla torta per indossare di nuovo la corazza, riprendere la dura pugna lancia in resta e sperare di accendere le candele per il funerale del disegno di legge di Maria Elena Boschi. Che sarebbe per lui, pur se posticipato, il più bel regalo di compleanno. Anche se, come capita spesso, i sogni rimangono desideri.

BerlusconiQuestione di democrazia sostanziale

“Se Berlusconi non vota le riforme – ha tenuto a dire il “premier” Renzi – per me non cambia nulla perché vinceremo ugualmente”.

Le riforme, anche per gli aiutini che verranno “da fuori”, verosimilmente passeranno. Ma passeranno, benché costituzionalmente rilevanti, con un minimo scarto. E, se il “premier” Renzi potrà vantarsi di avere vinto comunque, non avrà però vinto – Berlusconi o non Berlusconi – la democrazia. La democrazia sostanziale, naturalmente, non quella formale.

Giardino e salotto

“Vedo il senatore Verdini e compagnia, con gli amici di Cosentino e compagnia – si è detto preoccupato, durante una intervista a Radio24, l’ex segretario pd Pierluigi Bersani – che stanno cercando di entrare nel nostro giardino di casa”.

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Fosse solo questo. Il preoccupato Pierluigi non si è ancora accorto che Verdini, Cosentino e rispettive compagnie non hanno la limitata pretesa di andare a coltivare rose nel giardino pd, ma il loro scopo è quello di andare a sedersi, nel salotto buono pd, su alcune poltrone. In Via del Nazareno e non solo. Anche se “L’Unità” non lo dice.

Questione di dignità

“Il senatore pd Michele Anzaldi – così difendendo l’accusa di “camorrismo giornalistico” lanciata, da Vincenzo De Luca, contro i giornalisti del Tg3 – se n’è uscito affermando: “Al Tg3, forse, non sanno chi ha vinto nel Paese”.

Al Tg3, proprio perché composto di giornalisti, lo sanno invece bene. Solo che, finalmente, hanno scelto la via dell’obiettività. Hanno deciso, finalmente, di liberarsi di certi antichi lacci politici. Hanno deciso, finalmente, di affermare una loro dignità. A differenza, evidentemente, di Vincenzo De Luca e del suo incredibile difensore d’ufficio Michele Anzaldi.

Poliziotto e rapinatore

“Un uomo è entrato in un supermercato di Lucca, ha rapinato 4.500 euro, si è dato alla fuga, ma è stato coraggiosamente inseguito e immobilizzato dai dipendenti: Quando sono arrivati i carabinieri, poi, si è scoperto trattarsi di un agente di polizia”.

Non, però, di un agente di polizia qualsiasi: di un assistente capo della Digos di Pisa. C’è da chiedersi, con preoccupazione, che cos’altro ci si debba aspettare.


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