Speciale Print. Puntata n. 4

L’Assemblea capitolina approva il Print di Pietralata. Passaggio storico per il quartiere
Giovanni Verardi - 18 Aprile 2013

Diciannove voti a favore e l’Assemblea del Comune di Roma il 4 aprile 2013 approva la proposta di delibera n° 79/2011: il Print di Pietralata esordisce nella realtà istituzionale della città e, si spera in tempi brevi, anche nella sua realtà fattuale. La riqualificazione del quartiere avverrà grazie ai fondi pubblici, ma anche dei privati, la maggior parte dei quali si sono riuniti in consorzio e hanno raggruppato una somma totale di 57 milioni di euro. Con questa delibera si dà dunque il via definitivo ad opere che da tempo i cittadini aspettavano: la sistemazione di via di Pietralata, una piazza con un mercato e un teatro, l’adeguamento di via Mesula e via Casale Rocchi, la realizzazione di aree verdi e percorsi ciclo-pedonali a Vigna Mangani, in via di Casale Rocchi, sull’argine dell’Aniene, all’interno del Parco dell’Acqua Vergine e del Parco delle Cave, un ponte pedonale di collegamento con Montesacro, un asilo nido in via Mesula, ottanta alloggi in housing sociale.

print acquedottoIl Print di Pietralata, primo esperimento Print della Capitale a vedere la luce, è stato presentato nel 2006 ed approvato nel 2011 dalla Giunta comunale. Interesserà quasi 63 ettari di territorio, la maggior parte dei quali rappresenta tessuto residenziale. Gli interventi privati dovrebbero riguardare la demolizione o ristrutturazione di edifici degradati; quelli pubblici, invece, attueranno opere di viabilità, parchi, piazze e servizi pubblici. Il Print non introduce alcuna edificazione ulteriore rispetto alle previsioni del Piano regolatore. Il consorzio “Print Pietralata”, nel quale si sono riuniti 23 privati,  è coordinato dall’ Isveur, che stanzierà 39 milioni di euro per gli oneri concessori. Si attende ora solo l’approvazione del progetto definitivo di riassetto del quartiere, che dovrebbe giungere in breve tempo: secondo l’Isveur, entro un anno i lavori dovrebbero essere avviati. L’auspicio, ovviamente, è che le opere residenziali e quelle di servizio pubblico vengano realizzate di pari passo, senza alcuna corsia preferenziale per le prime.

Vorremmo concludere questa breve premessa con il dovuto riconoscimento a chi ha creduto sin dall’inizio e si è impegnato con assoluta professionalità per questo traguardo. Ci riferiamo ovviamente all’Arch. Maurizio Moretti, progettista e coordinatore, tra gli altri, del “Consorzio Print di Pietralata”, i cui interventi ospitiamo in questo speciale da diversi mesi. Ha espresso, in queste pagine, concetti profondi e di spessore, sempre orientati alla divulgazione e al confronto con tutti i soggetti coinvolti: progettisti, imprenditori, istituzioni e, soprattutto, cittadini. Vi lasciamo pertanto alle sue parole, introdotte a loro volta da altre sue parole.

“La partecipazione quindi non può essere intesa solo come fatto operativo (tecnico) o politico (di gestione del territorio), non deve sostituirsi agli uffici comunali, ma dovrebbe assumere l’occasione della condivisione e la consapevolezza che essere portatori di fabbisogni sociali e politici è duro e complesso, quanto l’aggettivo “complessi” che accompagna questi piani urbanistici”.

Via di Pietralata

Di Maurizio Moretti

Via di Pietralata è una strada di campagna, la campagna romana degli anni ‘50-‘60, dove speranza e disperazione si confondono. Il lavoro prima di tutto. Per esso si spera, con esso si costruisce e si vive una condizione urbana e sociale comune. Pietralata è una delle strade del lavoro della Roma del Dopoguerra, vi sono le cave di pozzolana che riforniscono l’edilizia, vi sono le braccia di artigiani e operai pronti a spostarsi verso il centro o verso altre aree da far nascere, su altre strade di campagna che ancora oggi, dopo molti decenni segnano la viabilità della periferia diffusa e quasi infinita di Roma.  Vi sono gli orti, e le case vicino al fiume, l’Aniene, per i bisogni alimentari delle famiglie numerose.

Via di Pietralata non è cambiata molto da allora, è cresciuta si è affollata di gente e di funzioni e la strada ha assunto negli ultimi anni il ruolo di un’importante asse interquartiere della città nord – est  di Roma, senza averne la capacità di carico, il ruolo e la struttura; la storia si,  permane come la memoria, l’identità e la forza evocatrice di una speranza mai sopita nella gente che ci vive. Via di Pietralata è l’emblema dei Print romani, programmi di riqualificazione della città costruita dell’ultimo Prg, e ora ne è anche il primo orgoglioso traguardo.

Il Print e il suo processo procedurale nasce essenzialmente per risolvere il problema funzionale di quella strada (ancora) di campagna e per riscattare i suoi abitanti dai bisogni sociali e dagli spazi della città pubblica mai soddisfatti. La strada, anticamente a servizio di alcune cave di tufo e pozzolana, collega, articolandosi tra il dislivello di quote che la contraddistingue, la via Tiburtina (a valle) con la via Nomentana ( a monte), verso il quartiere di Monte Sacro, costeggia il fiume Aniene e il parco naturale di recente costituzione che ne porta il nome. Era stata ridisegnata dalle previsioni del precedente PRG del ‘65 all’interno del più ampio comprensorio dello Sdo (Sistema direzionale orientale) come facente parte di due piani di zona rimasti per la maggior parte inattuati: PdZ 13 e 14.

Proprio l’incompletezza pianificatoria del recente passato rende questa area (la più centrale tra i Print della Città da Ristrutturare) tipica nella sua configurazione morfologica, fatta di edilizia minore abusiva, realizzata sulle aree inattuate del piano, poi sanata dal susseguirsi dei condoni edilizi e composta da abitazioni miste ad attività, magazzini e depositi di  materiali per l’edilizia e autodemolitori, la cui presenza risulta poco conciliabile ormai con l’assetto del quartiere.

L’obiettivo che il Print ha è duplice: dare a questo settore di città dignità e organizzazione infrastrutturale e rendere lo stesso parte integrata delle attività residenziali e di servizio presenti con le aree naturalistiche e gli spazi aperti che le compongono. E’ importante quest’ultimo punto. La storia del quartiere rievoca paesaggi della Roma pasoliniana, nel borghetto storico di Casale Rocchi e a Vigna Mangani e nel paesaggio ibrido composto da casette e da una ancora forte e distinta identità popolare.

Il quartiere è vivo e vivido di attività che assumono un curioso doppio quotidiano: il giorno accoglie traffico, attività artigianali diffuse e inquinanti; la sera si trasforma – spesso nei medesimi luoghi e manufatti – in uno dei quartieri più frequentati dai giovani della Capitale, ricco di locali e di attività culturali.

L’area dell’intervento urbanistico del Programma integrato ha una superficie complessiva di circa 63 ettari. Nelle intenzioni di PRG dovrebbe trasformarsi e adattarsi alle modificazioni ingenerate dallo sviluppo del comparto Pietralata del  Sistema direzionale orientale, dalla nuova Stazione Tiburtina per l’alta velocità, dal prolungamento della Linea B della metropolitana che serve un vasto settore cittadino. Il Print di Pietralata è un prototipo. Rappresenta, insieme agli ambiti di Alessandrino, di Casilino-Tor Tre Teste e di Macchia Saponara, il test procedurale dei programmi integrati della “Città da ristrutturare” del Nuovo Piano Regolatore Generale, attivato direttamente dagli Uffici del Piano e poi sottoposto ai Municipi. Test partito già in fase di adozione del piano nel 2003, concretizzatosi con i bandi del 2006 e poi conclusosi dopo l’approvazione del 2008. Tra questi ambiti, Pietralata è il programma capofila, l’unico arrivato ad un Definitivo completo, ora adottato, e in attesa di definitiva approvazione tra 60 giorni.

Nel Programma Definitivo adottato dall’Assemblea Capitolina si raggiungono e si superano gli obiettivi urbanistici e finanziari previsti  nel Programma preliminare e si determinano finanziamenti iscritti in bilancio per le opere pubbliche per € 57.451.662,00,

meglio distribuiti sugli interventi previsti, con l’aggiunta di altre importanti opere complementari come le opere di difesa idraulica sul fiume Aniene, che da anni aspettavano fonti di finanziamento.

NEL PRINT SONO PREVISTI :

–       riqualificazione paesistico-ambientale: viene operato un sostanziale diradamento dell’edificato attraverso un minore consumo di suolo, prevedendo inoltre un’edilizia a basso consumo energetico, una maggiore dotazione ed accessibilità di aree a verde pubblico e servizi;

–       miglioramento dei collegamenti infrastrutturali: è previsto l’allargamento della via di Pietralata, l’estensione e completamento della rete viaria locale;

–       maggiore dotazione di standard urbanistici: il soddisfacimento dello standard urbanistico previsto dal Programma permette di risolvere il deficit pregresso;

–       riconversione delle attività industriali esistenti prevedendo cambi di destinazioni d’uso: sono dimesse molte attività come autodemolitori, impianti per il macero della carta, officine meccaniche, smorzi ecc. poco compatibili con un ambiente urbano residenziale e di qualità ambientale elevata per la presenza del Parco dell’Aniene;

–       recupero del rapporto tra la città e le aree golenali del fiume Aniene: la cessione di una consistente porzione di aree nel Parco dell’Aniene e la realizzazione di accessi e piste ciclabili permettono una migliore fruibilità del Parco stesso;

–       nuovi servizi per il quartiere (oltre a quelli già previsti dal Programma Preliminare): applicando la norma relativa alla Cessione  compensativa delle aree destinate a verde e servizi (NTA art. 22), i proprietari hanno presentato proposte per la realizzazione di servizi privati o attrezzature collettive (case per anziani e ambulatori medici), altri proponenti, applicando quanto previsto per l’affidamento in gestione delle aree a verde dalle NTA (art. 13 c. 14 e art. 14) propongono la realizzazione di funzioni non residenziali (strutture sportive, servizi sanitari e/o riabilitativi);

–       realizzazione di residenze per affitto a canone convenzionato (housing sociale) – 4000,00 mq: due proprietari propongono la realizzazione, su aree rese disponibili all’interno del programma, di residenze a canone convenzionato da concordare con l’Amministrazione. 

Via di Pietralata è una strada di campagna, tra il fiume e la città, che attraversa quartieri già consolidati, parchi, spazi e funzioni pubbliche e private, nuove ed esistenti insieme: integrate e funzionali alle speranze e ai bisogni dei suoi abitanti, speranze e bisogni oggi finalmente migliori di ieri.


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