

Fatti e misfatti di ottobre 2013
“I 125 superstiti della tragedia di Lampedusa – ha fatto sapere la Procura di Agrigento – sono stati denunciati, quale atto dovuto ai sensi della nota “Legge Bossi-Fini”, per immigrazione clandestina”.
Che cosa accadrà, ora, loro? Chissà. Ma già è tanto che non siano stati fermati durante la cerimonia di commemorazione oggi pomeriggio nell’ “hangar” dell’areoporto, davanti alle 111 bare con i corpi dei pochi finora recuperati in mare. L’Italia, ma certo ancor più l’Europa che ha lasciato sempre sola l’Italia, dovrebbero sputarsi in faccia.
Brutta figura della Presidente Boldrini
“Basta – è andata a dire a Lampedusa, dopo la tragedia di proporzioni gigantesche avvenuta ieri, la Presidente della Camera, Laura Boldrini – nulla dovrà essere più come prima”.
Nulla, certo, dovrà essere più come prima. Ma prima, in verità, la Presidente Laura Boldrini aveva sempre negato la gravità del “fenomeno immigrazione” verso le coste siciliane. Nel giugno dello scorso anno, quando rivestiva ancora il ruolo di portavoce dell’ Alto commissariato dei profughi, se n’era uscita severamente, ad esempio, con questa sua personalissima e sbagliatissima analisi: “I quattro quinti dei profughi fuggono nei Paesi limitrofi e restano nel Sud del mondo. Non c’è, quindi, quest’afflusso in Italia e in Europa che viene raccontato. Ma questo non viene mai comunicato a sufficienza e non viene percepito e, così, l’impressione generale è che tutti arrivino a Lampedusa”. A Lampedusa, oggi, c’è arrivata pure lei. Certo non su una delle “carrette assassine” che, se anche non vedeva o fingeva di non vedere, hanno continuato a indirizzare i profughi disperati verso l’Italia e verso l’Europa. Non sul barcone che – secondo lei – non c’era mai stato prima e all’improvviso, ora che la tragedia l’ha costretta a smentirsi clamorosamente, c’è stato, sì, anche prima e adesso non deve starci più. Lei è arrivata, presumibilmente, a bordo di un comodo aereo. Ma avrebbe fatto meglio, forse, a non arrivare. O perlomeno, una volta arrivata, soltanto per guardare, per piangere, per stare zitta. E, se proprio non avesse potuto farcela a non apparire in televisione e sui giornali, avrebbe fatto bene ad esprimere il suo dolore e la sua solidarietà certo, ma soprattutto a scusarsi per quelle sue parole del giugno dello scorso anno. Quando magari dormiva, sognava o non si accorgeva di dire bugìe.
Brutto segnale dalla Germania
“Trecento esuli dalla Libia, dal Tongo e dal Ghana i quali avevano ricevuto dall’Italia un “pass” di 500 euro per lasciare la Sicilia sovraffollata ed avevano raggiunto la Germania – la notizia arriva da Amburgo – stanno per essere rispediti in Italia”.
La motivazione di tale decisione? Perché – ha fatto sapere il senatore socialdemocratico Detlef Scheele con l’approvazione del quotidiano “Die Welt” – questi trecento esuli “non hanno alcun diritto legale ad un alloggio, ad un’assistenza economica e ad un futuro lavorativo qui in Germania”. Che tornino insomma al più presto, con tanti saluti e già tanto se con un biglietto gratuito del treno, in quell’Italia che li ha soccorsi e fatti sbarcare. E bravo, quindi, il senatore socialdemocrataico Detlef Scheele. Mentre la terribile ultima tragedia nelle acque di Lampedusa sta riproponendo l’urgenza di una solidarietà finalmente comune di tutti gli Stati dell’Unione europea, lui, intanto, si sta impegnando per cacciare, dal suo ricco Paese, trecento poveri esuli arrivati fin lì con tante speranze e tanta fiducia. Cancelliera Angela Merkel, anche lei è d’accordo con lui?
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