Stranezze di città, Walkabout + workshop a Tor Tre Teste

All'appuntamento del 17 ottobre 2025, presso l’impianto di atletica e rugby “Antonio Nori” in Largo Cevasco e nel Parco

Il Walkabout e Workshop ha coinvolto Carlo Infante, Vincenzo Luciani, AbitareA-giornale di Roma Est e alcuni protagonisti delle comunità territoriali, per trarre dalle registrazioni delle conversazioni sui tre quartieri, Tor Tre Teste, Alessandrino e Quarticciolo, che circondano il parco di Tor Tre Teste.

Mentre uscivamo dall’impianto di atletica e rugby “Antonio Nori”, Carlo Infante ha spiegato i termini Walkabout e Workshop  ai presenti e noi di Abitare A Roma proviamo a riportare ai nostri lettori il significato per una più semplice comprensione.

Il termine Walkabout ha origine nella cultura aborigena australiana e si riferisce a un viaggio iniziatico o a un periodo di vagabondaggio temporaneo che gli aborigeni compiono. 

Questo viaggio, spesso solitario e nella natura selvaggia ha lo scopo di ricollegarsi alle proprie radici culturali e spirituali, acquisire conoscenza della terra e dei miti della creazione  e ritrovare l’equilibrio. 

È un percorso di crescita personale, di sopravvivenza e di rinnovamento.

Il termine Walkabout , oggi, è un’immersione in un ambiente reale per osservare, comprendere e interagire direttamente in un contesto specifico, in compagnia di un esperto che si sposta fisicamente tra i partecipanti, domandando o  rispondendo in tempo reale. 

Il termine Workshop  è un’unione delle parole inglesi work (lavoro) e shop (bottega o laboratorio).

Sempre in compagnia di un esperto, l’obiettivo è far mettere in pratica le conoscenze, stimolare la creatività e la collaborazione, e produrre un risultato.

È altamente interattivo ed è focalizzato sulla partecipazione attiva dei presenti

Se uniamo i termini Walkabout + Workshop nasce un processo che unisce “uscire a vedere” con “tornare a fare”.

Siamo usciti tutti in gruppo dal cancello dell’impianto sportivo Antonio Nori e prima di iniziare a visitare una parte del parco di periferia ho pensato: “partiamo dalla Chiesa del Giubileo del 2000 e ci incamminiamo verso un’area verde di grande potenziale ma ridotta a una sconfortante passerella del degrado”.

Ci siamo avviati verso la salitella sterrata che tanti anni fa era frequentatissima. Dalla “valle” di largo Cevasco si sale per pochi metri sino ad arrivare al punto più alto e suggestivo del parco. Dialogando, domandando e rispondendo in tempo reale ci siamo immersi nell’ambiente per osservare, raccontare e interagire.

Oggi, purtroppo, la strada sterrata è divelta dall’acqua piovana, visivamente ha dimostrato che questa salita è diventata impraticabile.per i podisti, per i camminatori, per gli anziani che passeggiano.

Dalla collinetta si osserva  Il gigante addormentato di una parte dell’Acquedotto Alessandrino, che soffre perchè è soffocato dall’erba infestante. 

Tutti i membri del gruppo hanno capito che stavamo passeggiando, anche se solo per qualche metro,  sopra le rovine dell’Acquedotto. 

Dall’altura abbiamo ammirato la “mai nata passeggiata alessandrina simbolo di promessa non mantenuta, che poi abbiamo percorso avvolti dalle canne. 

Nel discendere la collinetta siamo passati vicino alla “trascurata” Cisterna Romana e poi abbiamo calpestato la “distrutta” piazza dell’Acquedotto Alessandrino.

Non potevamo non andare al desolante parcheggio di via del Pergolato, aria privata confinante gli spazi pubblici, sommerso dall’immondizia 

Una piccola salita asfaltata ci ha portato ad un’altra altura dove c’è il teatro del Parco di Tor Tre Teste, area destinata ad attività culturali e sociali che rimane inutilizzabile perché senza servizi pubblici, acqua corrente e luce a portata di mano.

Siamo, alla fine del nostro giro, ritornati a largo Cevasco nei pressi del muro di cinta della Chiesa Dio Padre Misericordioso, un componente del nostro gruppo ha esclamato: “una Chiesa così importante meriterebbe un parco dignitoso e pulito, di riflesso la periferia che lo circonda con i suoi tre quartieri si illuminerebbe”.

Abitare A Roma dallo scorso anno ha richiesto più volte al V Municipio e al Comune di Roma un intervento immediato e concreto per un piano di manutenzione straordinaria e ordinaria del nostro  parco di periferia.

Noi sognatori rimaniamo fiduciosi.


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