

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Suicidio o omicidio?
“L’imprenditore Pasqualino Contu, 49 anni, da Olbia – è la fredda notizia burocratica – si è impiccato ad un albero nel giardino della sua casa”.
Dato un meritato calcio al muro della fredda burocrazia, però, ecco rivelarsi una realtà da sgomento. Pasqualino Contu, infatti, non si è impiccato per un problema familiare o per essere un debole di mente. Si è impiccato perché, dopo avere risollevato la sua piccola azienda da due precedenti alluvioni con sacrifici personali grandissimi, mentre stava studiando come fronteggiare la crisi e alcune cartelle di Equitalia, si è visto distruggere tutto da una terza terribile alluvione. E, lasciato sempre solo, non gliel’ha fatta più. Ma, allora, è giusto parlare di suicidio o non sarebbe più giusto parlare, se non di omicidio, di induzione al suicidio? A carico di chi? Ma di chi, a tutti i livelli tecnici e amministrativi, non ha mosso un dito affinchè quel fiume Cedrino che era già esondato due volte, distruggendo anche la piccola azienda di Pasqualino Contu, non esondasse per la terza volta e mai più. Qui, però, si è in Italia. Dove tecnici ed amministratori parlano, parlano, ma non fanno mai quello che dovrebbero fare. Anche perché, tanto, loro continuano a rimanere impuniti al loro posto. E non fa niente, se qualcuno, soprattutto per causa loro, il posto lo deve invece cambiare: dalla sua azienda o dalla sua casa al cimitero.
In Albania
“Lungo tutte le coste e in ogni luogo all’interno del territorio – è iniziara la battaglia – costruzioni tirate su abusivamente hanno cominciato ad essere abbattute senza tante storie e senza guardare in faccia a nessuno”.
In Albania, però.
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